Angelus di S.Stefano, il Papa ricorda “i martiri di oggi” poi dice: “Seguire Gesù vuol dire seguire la sua luce, e abbandonare le tenebre del mondo. In Cristo, si vince!”

Angelus - 26 dicembre 2016

angelus-papa-francesco-santo-stefanoRicorrenza liturgica di S.Stefano il primo martire, tinge di rosso il Natale zuccheroso, per ricordarci che questo bambino è già, e per sempre, un segno di contraddizione.

Come a Pasqua, così a Natale abbiamo la fortuna di avere conservato, della splendida cultura ebraica, il ritmo settimanale della festa: non esiste una festa che non duri almeno sette giorni. Una provocazione, in questi tempi del tutto e subito, in cui cambiamo il cellulare ogni tre mesi e mangiamo in dieci minuti, abbiamo tempo una settimana. Una settimana di tempi supplementari, in cui ancora dire: “buon Natale!”, in cui prendersi i famosi dieci minuti per fare un salto a Betlemme e lì fermarsi a meditare. È come se la fede ci dicesse che abbiamo tempo per accogliere quel bambino che nasce suscita divisione, obbliga a schierarsi, ad interpellarci come ha detto nella Notte di Natale, Papa Francesco. Natale non è solo un coro di voci bianche e di zampogne, di dolci melodie e di clima ovattato: è soprattutto un Dio presente in un bambino e di un uomo che non lo accoglie, ma che nella sua infinita misericordia, aspetta alla sua culla.

Angelus di Santo Stefano per Papa Francesco in una piazza gremita e soleggiata; i cristiani perseguitati nel mondo sono al centro della riflessione del Pontefice; un mondo che odia i cristiani come ha fatto con Cristo, un mondo che vuole le tenebre sulla luce per compiere le sue opere nefaste. Seguire Gesù significa portare la Sua luce nel mondo. La via che Cristo ci invita a scegliere è quella della luce e della vita e come Stefano, ci invita il Papa, siamo chiamati a scegliere la verità, a seguire la luce di Cristo, a vincere in Cristo sulle tenebre: “la liturgia ci fa celebrare il martirio di santo Stefano, il primo martire, invitandoci a raccogliere la testimonianza che con il suo sacrificio egli ci ha lasciato. È la testimonianza gloriosa propria del martirio cristiano, patito per amore di Gesù Cristo; martirio che continua ad essere presente nella storia della Chiesa, da Stefano fino ai nostri giorni.”
Essere odiati per aver scelto Cristo: “Di questa testimonianza ci ha parlato il Vangelo di oggi. Gesù preannuncia ai discepoli il rifiuto e la persecuzione che incontreranno. E dice così: “Sarete odiati da tutti a causa del mio nome”. Ma perché il mondo perseguita i cristiani? Il mondo odia i cristiani per la stessa ragione per cui ha odiato Gesù, perché Lui ha portato la luce di Dio e il mondo preferisce le tenebre per nascondere le sue opere malvagie.
Per questo c’è opposizione tra la mentalità del Vangelo e la mentalità mondana. Seguire Gesù vuol dire seguire la sua luce, che si è accesa nella notte di Betlemme, e abbandonare le tenebre del mondo.
Il protomartire Stefano, pieno di Spirito Santo, venne lapidato perché confessò la sua fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio. L’Unigenito che viene nel mondo invita ogni credente a scegliere la via della luce e della vita. È questo il significato profondo della sua venuta tra noi. Amando il Signore e obbedendo alla sua voce, il diacono Stefano ha scelto Cristo, Vita e Luce per ogni uomo. Scegliendo la verità, egli è diventato nello stesso tempo vittima del mistero dell’iniquità presente nel mondo. Ma in Cristo, Stefano ha vinto!
Il Papa poi ricorda “i martiri di oggi” che ritiene in numero maggiore di quelli dei primi secoli: “Io vi dico la stessa crudeltà c’è oggi e in numero maggiore per i cristiani”, “Oggi vogliamo pensare a loro, che soffrono persecuzione, ed essere vicini a loro con il nostro affetto, la nostra preghiera e anche il nostro pianto!” Poi ha ricordato a braccio i cristiani dell’Iraq che hanno celebrato il Natale nella cattedrale distrutta:

“Anche oggi la Chiesa, per rendere testimonianza alla luce e alla verità, sperimenta in diversi luoghi dure persecuzioni, fino alla suprema prova del martirio. Quanti nostri fratelli e sorelle nella fede subiscono soprusi, violenze e sono odiati a causa di Gesù!
Oggi vogliamo pensare a loro, che soffrono persecuzione, ed essere vicini a loro con il nostro affetto, la nostra preghiera e anche il nostro pianto. Nonostante le prove e i pericoli, essi testimoniano con coraggio la loro appartenenza a Cristo e vivono il Vangelo impegnandosi a favore degli ultimi, dei più trascurati, facendo del bene a tutti senza distinzione; testimoniano così la carità nella verità.

Ma la speranza che porta il Bambino di Betlemme è più forte di qualunque cosa: “Nel fare spazio dentro il nostro cuore al Figlio di Dio che si dona a noi nel Natale, rinnoviamo la gioiosa e coraggiosa volontà di seguirlo fedelmente come unica guida, perseverando nel vivere secondo la mentalità evangelica e rifiutando la mentalità dei dominatori di questo mondo.

Alla Vergine Maria, Madre di Dio e Regina dei martiri, eleviamo la nostra preghiera, affinché ci guidi e ci sostenga sempre nel nostro cammino alla sequela di Gesù Cristo, che contempliamo nella grotta del presepe e che è il Testimone fedele di Dio Padre.”

Luisa Loredana Vercillo

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