Papa prega per il Guatemala: “Violenza contro i giovani, urlo nascosto da ascoltare”

Angelus - 12 marzo 2017

IMG_2350RADIO VATICANA – La violenza e i maltrattamenti contro i giovani: un “urlo nascosto che deve essere ascoltato”. E’ il forte appello che il Papa ha lanciato in mattinata dopo la preghiera dell’Angelus, con il pensiero rivolto alle adolescenti vittime di un rogo, scoppiato l’8 marzo scorso, in una casa di accoglienza per minori in Guatemala.

In precedenza, commentando il Vangelo di questa seconda domenica di Quaresima, Francesco ha sottolineato il messaggio di speranza che è nella croce cristiana, non una “suppellettile” di casa o un “ornamento da indossare”, ha detto, ma l’emblema di Gesù morto e risorto per noi. Il servizio di Gabriella Ceraso:

Papa prega per il Guatemala: violenza sui giovani, urlo nascosto
“Esprimo la mia vicinanza al popolo del Guatemala che vive in lutto per il grave e triste incendio scoppiato all’interno della Casa Refugio Virgen de la Asunción causando vittime e ferite tra le ragazze che vi abitavano”.

L’enorme dolore che ha segnato il Paese centroamericano nei giorni scorsi con decine di giovani vittime, è anche la sofferenza del Pontefice che invoca il Signore perché “accolga le loro anime, guarisca i feriti, consoli le famiglie addolorate e tutta la nazione”. Ma non basta:

“Prego anche e vi chiedo di pregare con me per tutte le ragazze e i ragazzi vittime di violenze, di maltrattamenti, di sfruttamento e delle guerre. Questa è una piaga, questo un urlo nascosto che deve essere ascoltato da tutti noi e che non possiamo continuare a far finta di non vedere e di non ascoltare.

Il dolore e la croce anche al centro della riflessione del Papa sul Vangelo di questa seconda domenica di Quaresima, che ci aiuta a comprendere la Pasqua, momento del sacrificio e della salvezza allo stesso tempo.

Nella trasfigurazione Gesù illumina la sua persona e la sua vicenda
Il Papa lo spiega soffermandosi sul volto e le vesti di Gesù che, come narra oggi l’Evangeista Matteo, al momento della Trasfigurazione davanti a tre apostoli, brillano “come il sole” e diventano candide “come la luce”, segno di quella “gloria divina” che con la fede si coglieva già nella “predicazione” e nei “gesti miracolosi”:

“La ‘luminosità’ che caratterizza questo evento straordinario ne simboleggia lo scopo: illuminare le menti e i cuori dei discepoli affinché possano comprendere chiaramente chi sia il loro Maestro. È uno sprazzo di luce che si apre improvviso sul mistero di Gesù e illumina tutta la sua persona e tutta la sua vicenda”.

Gesù: un Messia diverso dalle attese, non un re ma un servo
Gesù si sta avviando verso Gerusalemme, osserva il Papa, e vuole preparare i suoi alla morte per crocifissione, uno “scandalo troppo forte per la loro fede” e, al tempo stesso, vuole “preannunciare la sua risurrezione, manifestandosi come il Messia, il Figlio di Dio”. Ma un Messia “diverso rispetto alle attese” e la Croce ne è un segno:

“Non un re potente e glorioso, ma un servo umile e disarmato; non un signore di grande ricchezza, segno di benedizione, ma un uomo povero che non ha dove posare il capo; non un patriarca con numerosa discendenza, ma un celibe senza casa e senza nido. È davvero una rivelazione di Dio capovolta, e il segno più sconcertante di questo scandaloso capovolgimento è la croce. Ma proprio attraverso la croce Gesù giungerà alla gloriosa risurrezione, che sarà definitiva, non come questa trasfigurazione che è durata un momento, un istante”.

Lo scandalo della croce è la porta della resurrezione
Ma è proprio attraverso la croce che Gesù giungerà alla risurrezione: quindi Gesù “trasfigurato sul monte Tabor”, spiega il Papa, “ha voluto mostrare ai suoi discepoli la sua gloria non per evitare a loro di passare attraverso la croce, ma per indicare dove porta la croce”:

“Chi muore con Cristo, con Cristo risorgerà. E la croce è la porta della risurrezione. Chi lotta insieme a Lui, con Lui trionferà. Questo è il messaggio di speranza che la croce di Gesù contiene, esortando alla fortezza nella nostra esistenza. La Croce cristiana non è una suppellettile della casa o un ornamento da indossare, ma la croce cristiana è un richiamo all’amore con cui Gesù si è sacrificato per salvare l’umanità dal male e dal peccato”.

La croce segni le tappe della Quaresima
Da qui il duplice invito del Papa ai fedeli in tempo di Quaresima: non solo contemplare la Croce, simbolo della fede cristiana, e segnare con essa la tappe verso la Pasqua “per comprendere sempre di più la gravità del peccato e il valore del sacrificio col quale il Redentore ci ha salvati”; ma anche seguire l’esempio di Maria che ha “contemplato la gloria di Gesù nascosta nella sua umanità”:

“Ci aiuti lei a stare con Lui nella preghiera silenziosa, a lasciarci illuminare dalla sua presenza, per portare nel cuore, attraverso le notti più buie, un riflesso della sua gloria.

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