Violenza e abusi sulle donne in Pakistan, quattro italiane a sostegno della fondazione Acs

Attualità - 11 gennaio 2017

imageSono quattro le donne italiane che hanno deciso di schierarsi al fianco delle donne oppresse del Pakistan, appoggiando le iniziative della fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs).

Giulia Bongiorno, avvocato noto per il suo impegno contro le violenze e gli abusi sulle donne tramite la fondazione Doppia Difesa; Maria Luisa Di Pietro, direttore del Center for Global Healt Research and Studies all’Università Cattolica del Sacro acuore; Assuntina Morresi, presidente del corso di studio magistrale in biotecnologie molecolari e industriali all’Università di Perugia; Sandra Sarti, prefetto e vice capo di gabinetto del Ministero dell’Interno.

Nell’appello sottoscritto, le quattro donne ricordano che “in Pakistan le norme cosiddette anti-blasfemia contenute nel codice penale limitano gravemente le libertà religiosa e di espressione: dei circa 8mila condannati a morte detenuti nelle carceri pakistane più di 1.000 sono imprigionati per presunta blasfemia. Tra loro vi è Asia Bibi, ma la storia di Asia è solo la punta dell’iceberg”.

“Come trascurare i matrimoni imposti alle ragazze, che costituisce oggi una delle forme più insidiose di violenza contro le minoranze cristiana (2,2% della popolazione), induista (1,3%) e di altre fedi (0,3%)?”, nel quale si richiama anche la storia di Nabila Bibi. Sosteniamo con convinzione le iniziative assunte dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre a sostegno delle donne in Pakistan”.

Redazione

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