In arrivo mille pasti per i senza tetto della zona di San Pietro

Attualità - 12 gennaio 2017

imageRADIO VATICANA – Un doppio cheeseburger, delle mele fresche tagliate in busta e una bottiglietta d’acqua. E’ la composizione dei mille pasti che, dal prossimo 16 gennaio, verranno distribuiti ai tanti senza fissa dimora che vivono nella zona di San Pietro e di via della Conciliazione. L’iniziativa nasce dall’accordo tra l’associazione Medicina Solidale onlus – che già da tempo opera con un ambulatorio medico sotto il colonnato della Basilica Vaticana e altre iniziative di volontariato – e il ristorante McDonald’s di Borgo Pio, in collaborazione con l’Elemosineria Apostolica. Ce ne parla la dottoressa Lucia Ercoli, responsabile sanitario dell’istituto di Medicina Solidale, intervistata da Giada Aquilino:

R. – L’iniziativa è nata da una riflessione in un momento così critico sia per l’emergenza freddo sia per l’incremento della povertà e quindi del numero di persone in strada, persone che in parte assistiamo nei nostri ambulatori di strada. Visto che si accendeva una polemica sull’apertura di un McDonald’s, abbiamo pensato: invece di andare sulle polemiche, cerchiamo di vedere se si riesce a creare una rete, se si riescono a trovare ponti tra chi può e chi soffre, in maniera che una parte di questi beni possano arrivare a chi non ha niente. L’idea era di provare a capire se, invece di essere soltanto un’occasione di conflitto, potesse essere un’occasione di apertura alla generosità, quindi con la possibilità di creare ponti. Poi, chiaramente, noi al colonnato di Piazza San Pietro lavoriamo al servizio dell’Elemosineria Apostolica: vediamo l’utenza che arriva e l’impegno dell’Elemosineria a far fronte a tutte le necessità di queste persone.
D. – Proprio quando dalla stampa erano state rilanciate le notizie sull’apertura del ristorante della grande catena internazionale a un passo dal Papa, questa iniziativa com’è nata e a cosa punta?
R. – Punta a ricordare a tutti quelli che sono a un passo dal Papa, quindi a partire da noi stessi naturalmente, che c’è una grande opportunità: pensare alle risorse non più soltanto come un bene privato, ma come qualcosa che Dio ci mette a disposizione per condividerlo con i fratelli che soffrono in condizioni di emarginazione e miseria. Non in una logica di assistenzialismo; intanto in una logica di conversione non soltanto sul piano della fede ma anche dell’umano.
D. – Come verranno distribuiti i pasti e a chi?
R. – Verranno raccolti presso il ristorante, ogni settimana, tra i 50 e i 100 pasti e distribuiti ai senza fissa dimora e alle persone che si trovano in difficoltà e che già accedono ai servizi delle docce e dell’ambulatorio che animiamo il lunedì pomeriggio.
D. – Si tratta di mille pasti in totale?
R. – Sì, abbiamo questo piccolo “tesoro” di mille pasti che verranno distribuiti progressivamente alle persone. Ci aiuteranno anche gli studenti dell’università di Tor Vergata che sono impegnati nel volontariato con l’associazione Medicina Solidale presso i nostri ambulatori di strada. Ci saranno penso anche altri volontari che lavorano con l’Elemosineria e attraverso queste braccia arriveranno i pasti a questi nostri fratelli che vivono ai margini.
D. – Perché la distribuzione avverrà il lunedì?
R. – Perché il lunedì siamo presenti, quindi abbiamo la “forza lavoro” sufficiente per poter fare anche questo tipo di servizio, perché quando le persone vengono in ambulatorio sotto il colonnato e non mangiano chiaramente non bastano più soltanto le medicine: bisogna dare loro anche del cibo. E vedere persone non vestite o mal vestite, che soffrono il freddo, che soffrono la fame in tempi in cui cibo ce n’è veramente per tutti è sempre qualcosa che fa riflettere.
D. – La distribuzione partirà il 16 gennaio: quanto durerà?
R. – Se sono mille pasti e noi andiamo a regime a 100 pasti a settimana, saranno 10 lunedì, quindi il tempo dell’emergenza freddo. E’ un inizio di un dialogo, vediamo cosa succederà in futuro. E’ veramente una piccola goccia in un oceano di cose che vengono fatte anche da tante altre associazioni, da tante persone che si spendono per gli altri.
D. – Verso quelle periferie di cui parla Papa Francesco…
R. – Ci son tanti innamorati di Gesù nella Chiesa che si mettono a servizio dei poveri e questo è qualcosa che fa crescere ed è un stimolo a migliorarsi ogni giorno.

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