“Siete un esempio”, così il Papa ai familiari delle vittime della strage di Dacca

Attualità - 22 febbraio 2017

bangladeshZENIT – “Non siete rimasti nella rabbia, nell’amarezza e nella voglia di vendetta ma avete imboccato, con il dolore dentro, la strada dell’amore per costruire e aiutare la gente del Bangladesh, soprattutto i giovani perché possano studiare: questo è seminare pace e vi ringrazio, per me è un esempio”. Così Papa Francesco, incontrando stamattina, 22 febbraio 2017, in Vaticano trentatré familiari di sei delle nove vittime italiane della strage avvenuta a Dacca, in Bangladesh, nella notte tra 1° e 2 luglio 2016.

“È facile prendere la strada che dall’amore porta all’odio — ha fatto notare il Pontefice, come riferisce l’Osservatore Romano — mentre è difficile fare il contrario: dall’amarezza e dall’odio andare verso l’amore”.

Ad accompagnare il gruppo mons. Valentino Di Cerbo, vescovo di Alife-Caiazzo. Una delle vittime, infatti, era di Piedimonte Matese, un paese campano che appartiene a questa diocesi. Presente un altro sacerdote, don Luca Monti, fratello di Simona, una delle vittime che aveva trentatré anni ed era incinta. Egli ha raccontato al Papa che partirà stasera per Dacca.

Tramite l’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre, infatti, la famiglia Monti ha contribuito alla costruzione della chiesa di San Michele ad Harintana, piccola cittadina nel sud del Paese, nella diocesi di Khulna. “I primi fondi li abbiamo raccolti al funerale di mia sorella”, spiega all’Osservatore Romano don Luca che è parroco di Santa Lucia di Serino, nell’avellinese. “I centoventicinque cattolici di Harintana — racconta — finora sono stati costretti ad attraversare due fiumi per raggiungere una chiesetta in legno, lesionata e troppo piccola per accogliere tutta la comunità”. E così “venerdì, dopo cinque mesi di lavoro, la chiesa sarà consacrata”.

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