Il silenzio del Sabato Santo e l’ora della Madre

Attualità - 15 aprile 2017

Cosa è successo?… “Oggi sulla terra c’è grande silenzio, perché il re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace, perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi… Così nell’ “Omelia sul grande sabato” di Epifanio di Salamina. E’ il giorno del silenzio. Il Nuovo Adamo riposa perchè nasca la Nuova Eva, la nuova madre dei viventi. Il silenzio è la voce della Sua spoliazione. Adesso come all’inizio, quando il silenzio aveva avvolto ogni cosa e la notte era a metà del suo rapido corso, il Verbo accetta ancora di discendere. Discende non soltanto nelle profondità della terra, bensì nelle profondità dei cuori.

In questo giorno il silenzio deve far giungere la voce dell’opera nuova che il Verbo sta compiendo. Il sabato santo ci riconduce all’essenziale. La Chiesa non si astiene dalla preghiera, che è la sua opera nel tempo; non si astiene dalle parole, che dicono un riflesso del mistero, la Chiesa si astiene dalla liturgia, che è opera di Dio. C’è silenzio nei cuori dei nemici di Gesù. Le sole parole che essi pronunciano, esprimono la voglia che il silenzio si imponga. Sono rimasti con i loro pensieri.  C’è un silenzio che è viltà: il giovane ricco, quello che si allontana da Gesù perchè non vuole lasciare i suoi molti beni, si chiude nel silenzio. C’è un silenzio che è testimonianza. E’ il silenzio di Gesù di fronte a Pilato: “Di dove sei?”, Gesù tace. E’ la risposta che il governatore non ottiene, perchè il suo cuore è chiuso alla verità.  In quel sabato, 8 aprile dell’anno 30, c’è silenzio in Pilato. E se avesse ragione sua moglie? E se il sangue di quell’innocente non dovesse dar tregua alla sua coscienza? Il governatore romano è ignaro di essere divenuto il primo potente che abbia dovuto confrontarsi con il Regno di cui parlava quell’ebreo. Il silenzio disarmante del Crocifisso renderà inquieti tutti i potenti che si succederanno nella storia.

La Chiesa tace per educarci a riconoscere Dio che viene. Nel giorno del sabato santo la Chiesa tace. Non è, tuttavia, il tacere che il mondo reclama. Tace per ascoltare la voce del Suo Signore e per attingere dal Suo sacrificio la forza di non tacere.

Tutto è silenzio nell’attesa dell’evento della Resurrezione. Quanto tempo restò sepolto nel sepolcro Gesù? Furono tre giorni non interi, dalla sera del venerdì fino all’alba del giorno dopo la festa del sabato ebraico, che oggi è la domenica di Pasqua, ma che per gli Ebrei era il primo giorno della settimana; in tutto durò circa 40 ore. Gli apostoli e gli amici di Gesù sono disorientati e disperati. Dopo averlo seguito nei suoi itinerari in Galilea, assistito ai suoi prodigi, ascoltato i suoi insegnamenti, così pieni di speranza, l’hanno visto morire così tragicamente, senza che qualcosa o qualcuno, tanto meno Lui stesso, abbia bloccato questo ingiusto e assurdo evento. Nella tradizione cristiana occidentale, il sabato santo è l’unico giorno senza celebrazione eucaristica, l’unico giorno restato ‘aliturgico’, senza celebrazioni particolari: tacciono le campane, non ci sono fiammelle accese nelle chiese spoglie, né canti…

Fin dai primi secoli la Chiesa d’Oriente e d’Occidente ha sentito e celebrato questo misterioso legame che congiunge, come ponte, il Venerdì Santo alla Domenica di Pasqua, passando attraverso il cuore di Maria in attesa della Resurrezione; il sabato santo, l’ora della Madre. Il silenzio che è parola. Il silenzio della Madre e del discepolo; il silenzio della fede e della speranza.

E’ Maria, lei, stava in piedi sotto quel legno di condanna, e guardando negli occhi, il Figlio, rinnova il suo amore, la sua fiducia. Maria guarda negli occhi il figlio che muore ma sicuramente non vede davvero la morte. Lei la ragazzina “sprovveduta” di Nazareth che con un “sì” aveva accettato di diventare Madre di Dio, Madre del Salvatore, guarda negli occhi il figlio che muore, e non può vedere la morte, no, lei sa! Per lei la Resurrezione è già lì, ai piedi della Croce.
Il silenzio di Maria è il silenzio del creato e delle creature, della Chiesa che il Sabato Santo, tace ed attende. Il sabato si dice è di Maria, ed è di quell’attitudine femminile che sa che la morte non è la fine, non è l’ultima parola. Lo abbiamo inscritto nel grembo, nei dolori del parto: la donna non si arrende alla parola fine, anche se la conosce e tante volte si scontra con questa realtà. Ha un “sussulto di speranza” che la rimette in cammino. Mi ha sempre affascinato il Sabato Santo… Il sabato che è il giorno assurdo in cui forse gli apostoli tornano impauriti nel cenacolo perché davvero non sanno cosa fare, come spiegarsi, cosa dirsi.

I Vangeli raccontano che alle prime luci dell’alba di Domenica, le pie donne e poi Giovanni e Pietro che correranno al sepolcro, sono coloro che vedranno per primi il Risorto. Le donne chiamate ad essere testimoni di Resurrezione; per il diritto semitico le donne non erano testimoni attendibili, la loro parola valeva zero. Ed ecco che il Cristo le chiama ad assistere a tale inaudito evento; questo basterebbe a dare certezza della sua Resurrezione (a parte la battuta che per farlo sapere a tutti Cristo appare alle donne).

Ma, Maria non c’è in quell’alba che cambierà la Storia. Rimane al sabato. Al suo silenzio.
Maria di Nazareth, non è con loro. E non è perché la madre di Gesù è annientata dalla disperazione, sopraffatta dal dolore. Non perché stia riposando o perché impegnata altrove. Maria non va al sepolcro perché non ha bisogno di nessuna notizia di Resurrezione ed invita anche a noi a fare lo stesso perché si fida. La Resurrezione era già lì per Lei ai piedi della Croce. E’ per noi, oggi.
Domani, domenica, è Pasqua, Cristo risorge, la pietra del sepolcro è stata ribaltata e la Morte è vinta. La nostra attesa è finita. Avremo abbastanza fede da credere questo ogni giorno, ogni momento come ci insegna Maria? Da quel mattino ogni giorno è il giorno della Resurrezione, ogni giorno la pietra che chiude il sepolcro della nostra vita viene ribaltata, possiamo davvero risorgere.
Sappiamo che nel Venerdì Santo l’ultima riflessione, l’ultimo momento della “Via Dolorosa”, è per Maria. Maria sotto la Croce si fida di Dio. Non è spenta la sua speranza di madre. Chiede ad ognuno di fidarsi: “Per voi tutti chiedo la grazia di una fede forte. Per coloro che attraversano giorni bui, la consolazione”. Saremo fiduciosi come Maria? Saremo capaci di essere uomini e donne “pasquali”, in mezzo al Sabato Santo della Storia? Delle nostre storie?

Se la madre di Gesù non va al sepolcro, allora è perché ha la certezza che lì non vi troverà suo Figlio. Lui aveva detto che il terzo giorno sarebbe risuscitato, e Lei si è fidata, credendogli. La Resurrezione è per chi dell’Amore si fida. La Resurrezione è per chi nell’Amore ci crede.
Luisa Loredana Vercillo

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