Ritrovata la reliquia di don Bosco

Attualità - 16 giugno 2017

AVVENIRE – Ritrovata la reliquia di don Bosco rubata il 2 giugno. L’hanno recuperata I carabinieri del Comando provinciale di Asti. Era stata sottratta nella basilica di Castelnuovo don Bosco nell’Astigiano. Il fatto aveva creato un grande sconcerto tra i fedeli. Lo ha reso noto la Procura di Asti, che ha coordinato le indagini dei militari.

I carabinieri hanno fermato l’autore del furto dell’ampolla contenente un pezzetto del cervello di dDon Bosco. Si tratta di un pregiudicato di 42 anni, nato nel Cuneese ma residente a Pinerolo (Torino). Secondo gli inquirenti, avrebbe agito nella convinzione di poter ricavare del denaro rivendendo il preziosi reliquiario, che credeva fosse d’oro massiccio. Prima del furto, avvenuto la sera del 2 giugno l’uomo avrebbe effettuato diversi sopralluoghi per preparare il colpo. Dopo un lungo interrogatorio ha ammesso le proprie responsabilità ed è stato portato in carcere ad Asti.

Sono state le impronte digitali ritrovate sulla struttura contenente la reliquia di Don Bosco a incastrare il ladro. I rilievi tecnici, effettuati dai carabinieri di Villanova d’Asti, grazie alla collaborazione del Ris di Parma, hanno dato un volto all’autore del furto.
Come ricostruito dai militari, il ladro, con un gesto atletico, è riuscito a scavalcare la parete di cristallo posta a protezione del reliquiario, sollevare la copertura della struttura e asportare il coperchio e l’ampolla in vetro, dentro la quale era conservata la reliquia. I resti del Santo sono stati ritrovati a Pinerolo, nell’abitazione dell’uomo, occultati in una teiera in rame posta in un armadietto della cucina.

Don Cereda: l’ampolla è intatta, niente è stato toccato
“Quando il comandante dei Carabinieri di Asti ha avvisato il rettor maggiore, dicendo che la reliquia era stata ritrovata, abbiamo tirato un sospiro di sollievo”. Don Francesco Cereda, vicario del rettor maggiore dei Salesiani, commenta al Sir il ritrovamento del reliquiario contenente il cervello di san Giovanni Bosco.

“L’ampolla di vetro in cui è contenuta la reliquia e la ceralacca sono intatte. Nulla è stato toccato”, rivela don Cereda. “Siamo riconoscenti ai Carabinieri, che hanno condotto un’operazione rapida ed efficiente. Ma soprattutto siamo riconoscenti a Dio, perché l’affetto che nutriamo verso Don Bosco è rappresentato anche dalla cura con cui conserviamo le sue reliquie. Quando è avvenuto il furto, abbiamo ricevuto migliaia di messaggi da tutto il mondo. Nessuno di noi, però, ha mai disperato”.

Nosiglia: una grande gioia
“È con grande gioia e riconoscenza al Signore che ho appreso la notizia del ritrovamento della reliquia di San Giovanni Bosco – ha dichiarato l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia -. Ero certo che saremmo arrivati a questo risultato perché la figura del Santo dei Giovani è così amata e onorata in tutto il mondo che nessuno, per quanto ladro e brigante, avrebbe potuto resistere alla corale preghiera e forte condanna da parte di chi ha appreso la notizia e ha pregato perché la reliquia fosse recuperata al più presto”.

“Un grazie particolare – ha continuato – desidero rivolgere alle forze dell’ordine che hanno lavorato indefessamente e con grande professionalità per ritrovare la reliquia e assicurare alla giustizia il responsabile del furto. Voglia san Giovanni Bosco perdonare questa persona e infondere il pentimento necessario per ritrovare pace e serenità nel cuore oltre che la volontà di non commettere più gesti simili”.

“I fedeli e tanti giovani amici del santo – ha concluso l’arcivescovo – potranno ora continuare a pregarlo davanti alla sua reliquia chiedendogli di seguirne l’esempio di misericordia e di bontà che lui ha avuto sempre verso coloro che pure aveva commesso azioni malvagie, vincendo così il male con il bene come ci ha insegnato Gesù”.

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