Il progetto di Mogol per creare lavoro in Africa. Il sostegno di Parolin

Attualità - 22 luglio 2017

RADIO VATICANA – Coltivazioni biologiche di qualità, impianti di desalinizzazione per non depauperare le risorse idriche e allevamenti per la produzione di concime. È quanto prevede il progetto per l’Africa messo a punto da Giulio Rapetti Mogol, insieme ad un gruppo di esperti per fronteggiare l’emergenza emigrazione e dare un futuro dignitoso a milioni di giovani africani intenzionati a lasciare il Continente. L’autore dei testi delle canzoni più celebri d’Italia propone di utilizzare milioni di ettari di terreni non coltivati appartenenti ai vari Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo per trasformarli in orti e frutteti biologici.
“L’idea è quella di dare lavoro in Africa attraverso un’organizzazione di aziende agricole europee, che poi trasferiranno il know how ai giovani migranti”, spiega Mogol, indicando il coinvolgimento dell’Unione Europea che diventerebbe proprietaria al 51 percento di una società denominata African Agricolture (A2), che si occuperà della risoluzione dei problemi riguardanti il reperimento dell’acqua con aziende specializzate nella costruzione di laghi artificiali, la coltivazione, la consegna dei semi, del letame, la direzione degli allevamenti, il trasporto del concime, l’aratura dei terreni, gli accordi per il trasporto navale della produzione e i contratti con i distributori della produzione ortofrutticola biologica in Europa.
Secondo Mogol, i benefici di questa mastodontica operazione ricadrebbero sia sull’Europa sia sull’Africa, in particolare su milioni di migranti che troverebbero lavoro nelle grandi coltivazioni del Nord Africa. “Dignità significa vivere con la propria famiglia e crescere i propri figli”, prosegue Mogol, spiegando che “al momento noi non sitiamo offrendo queste opportunità”. Il 30 per cento dei ricavi sarebbe infatti trattenuto dal Paese ospitante e il restante 70 per cento sarebbe utilizzato per il mantenimento del coltivatore e del suo nucleo familiare. La società A2 controllerebbe invece la produzione, garantendo all’Europa l’approvvigionamento di prodotti ortofrutticoli biologici. Nuove opportunità si aprirebbero anche per giovani agronomi, architetti e ingegneri italiani e europei, chiamati a progettare le infrastrutture necessarie e a formare i migranti per trasferire le conoscenze atte alla gestione delle piantagioni.
Mogol ha presentato il progetto al segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, che lo ha incoraggiato ad andare avanti. “La prossima settimana incontrerò l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi”, annuncia Mogol: “Insieme a lui cercherò di portare avanti il discorso con gli ambasciatori dei Paesi africani”.

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