Nasce l’Athletica Vaticana. Fa il suo esordio alla Via Pacis

Attualità - 16 settembre 2017

RADIO VATICANA – Dopo la squadra di calcio, il Vaticano si arricchisce di un’altra rappresentativa sportiva che potrà indossare la maglia bianca e gialla con i colori della bandiera del Papa: quella di atletica. Una trentina di laici e monsignori, impiegati in diversi organismi di Curia, hanno dato vita alla prima associazione vaticana di podisti amatoriali, chiamata appunto ”Athletica Vaticana”.

La squadra – che ha ottenuto il placet dalla Segreteria di Stato – farà il suo esordio ufficiale a Roma, domani, 17 settembre, in occasione della prima edizione della mezza maratona interreligiosa ‘Via Pacis’ con partenza e arrivo da piazza San Pietro e passaggio davanti alla sinagoga, la moschea e le chiese valdese e ortodossa. Tra i promotori della gara c’è il Pontificio consiglio della cultura, il cui Sottosegretario, il monsignore spagnolo Melchor Sanchez de Toca y Alameda, è tra gli atleti della rappresentativa “Athletica Vaticana”. Eccolo, al microfono di Fabio Colagrande:

R. – È una vera comunità. Sono i podisti amatoriali che lavorano in Vaticano; ci sono laici, ecclesiastici, uomini e donne.

D. – Perché è nata questa iniziativa?

R. – Per la passione per la corsa. Negli ultimi anni la corsa su strada, in particolare quella popolare e quella in montagna, si è diffusa in tutto il mondo. C’è una grande passione per questa attività che non poteva non interessare anche chi lavora in Vaticano, ecclesiastici e laici. Dalla condivisione di esperienze, dal ritrovarsi insieme a competere in corse popolari, è venuta l’idea di creare un gruppo di podisti vaticani.

D. – E quali obiettivi si prefigge questo gruppo?

R. – Nessun obbiettivo se non quello di condividere la passione per l’atletica, per la corsa, scambiarsi esperienze, aiutare a migliorare le proprie prestazioni. Non nasce con uno scopo istituzionale; viene semplicemente dal basso, dalla passione condivisa, dal piacere della corsa e dallo stare insieme.

D. – Quindi diventa un’occasione per testimoniare i valori dello sport …

R. – Credo di sì, perché comunque l’”Athletica Vaticana” si presenterà con la maglia istituzionale. Il riferimento al Vaticano, al Papa e alla Chiesa e ai valori del Vangelo è immediato. Questo è un grande impegno che tutti si assumono. Infatti la Segreteria di Stato ha ricordato di vivere in modo esemplare i valori che l’atletica incarna, valori tra l’altro che l’apostolo san Paolo prendeva come esempio nelle sue lettere.

D. – Da quali uffici, da quali organismi del Vaticano, provengono gli atleti di questa rappresentativa?

R. – I podisti vaticani coprono uno spettro enorme; vi partecipano quasi tutti gli uffici ed enti sia del Governatorato sia della Curia romana. Si va dalla falegnameria alla farmacia; dall’Osservatore Romano alla tipografia; dall’Archivio segreto alla Biblioteca, alla Radio Vaticana, ai pontifici consigli, ai vigili del fuoco, alla guardia svizzera, ai gendarmi, ai musei … Penso che ci fossero tanti altri appassionati di corsa che ancora non sapevano di questa iniziativa. Abbiamo infatti cominciato a ricevere richieste di adesione che ancora non sappiamo bene come raccogliere.

D. – L’esordio della rappresentativa “Athletica Vaticana” sarà proprio domenica 17 settembre alla Via Pacis, la prima mezza maratona interreligiosa che ha tra i suoi promotori il Pontificio Consiglio della Cultura di cui lei è sottosegretario. Che gara sarà?

R. – È un’iniziativa unica nel suo genere. È una mezza maratona che cerca di collegare e collegherà fisicamente attraverso un percorso i principali luoghi di culto di Roma. Rimanderà idealmente all’itinerario delle sette chiese che facevano i pellegrini venuti a Roma e in questo caso riflettendo sulla natura della città, così come è oggi, per lanciare un messaggio forte di dialogo e di ricerca comune della pace. C’è un salmo, il Salmo 34, che dice: “Cerca la pace e perseguila”, verbo che evoca la corsa. Credo che tutti dobbiamo perseguire la pace e questa mezza maratona interreligiosa alla quale parteciperanno diverse confessioni religiose ne sia un bell’esempio.

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