Il Papa visita la Fondazione Santa Lucia e incontra bambini con patologie neurologiche

Attualità - 23 settembre 2017

RADIO VATICANA – Il Santo Padre è uscito venerdi pomeriggio dal Vaticano per una visita a sorpresa alla Fondazione Santa Lucia, un centro di eccellenza molto conosciuto a Roma, specializzato nella neuro-riabilitazione di pazienti con deficit di movimento e cognitivi, dove vengono trattate patologie derivanti da ictus, lesioni midollari, Parkinson e sclerosi multipla. Il Papa – si legge nel comunicato della Sala Stampa della Santa Sede – continua così l’esperienza dei “Venerdì della Misericordia”: gesti di vicinanza e di sostegno dedicati ai meno abbienti e ai meno fortunati, che hanno caratterizzato il Giubileo della Misericordia.

Intorno alle ore 16, Papa Francesco ha attraversato i cancelli di via Ardeatina 306 ed è stato accolto con gioia dalle persone che in quel momento si trovavano nel parcheggio del complesso degli edifici ospedalieri. Subito dopo, il Santo Padre è stato raggiunto dalla Presidente dell’Associazione, la dott.ssa Maria Adriana Amadio, e dal Direttore Generale, dott. Edoardo Alesse, oltre che dallo staff che si univa al piccolo gruppo in visita al Centro.

Particolarmente emozionante è stata la visita del Papa al reparto di riabilitazione dei bambini affetti da patologie neurologiche. Papa Francesco si è fermato ed ha scherzato con loro; ha scambiato poi alcune parole di conforto con i genitori che stavano assistendo alla riabilitazione motoria dei loro bambini, spesso faticosa e dolorosa. Un percorso scandito da esercizi che consentono ai bambini di acquisire o recuperare la stabilità motoria.

In seguito, Papa Francesco ha fatto visita al reparto nel quale sono ospitati pazienti tra i 15 e 25 anni tetraplegici e paraplegici, alcuni dei quali a seguito di incidenti stradali, e alla palestra dove le persone anziane svolgono attività per la riabilitazione motoria. Il Santo Padre vuole così incoraggiare tutti a svolgere gli esercizi fisici e sottolineare quanto sia importante sperare nel futuro e confidare nella ricerca scientifica che permette di fare grandi progressi in questo campo. Dopo la visita alla Cappellina presente nell’edificio, il rientro del Papa a Casa Santa Marta.

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