Storie

“Ho il parkinson ma sono mamma”, la storia di un miracolo della vita

21 marzo 2017

IMG_6800FAMIGLIA CRISTIANA – Non smettono di guardarsi, di sorridersi. Di cercare, in ogni gesto e in ogni parola, l’appoggio l’uno dell’altra. Sono una coppia bella, Sonia Scivales e Gianluca D’Alessio. Con una casa arredata con gusto e sacrifici in uno dei quartieri difficili di Brindisi. Con un amore che dura da anni, un matrimonio e una carrozzina blu, finalmente piena, che staziona davanti alla porta d’ingresso.
Marco dorme, assaporando la quiete che accarezza i suoi primi giorni di vita, con il viso girato verso quella luce tenue che filtra dalla finestra affacciata sul terrazzo e sui sogni. Quelli che i suoi genitori hanno coltivato per lui, prima ancora che nascesse. E che oggi, coraggiosamente, continuano a raccontare. (altro…)

Fabio: «La mia vita nuova dopo due mesi di coma»

14 marzo 2017

fabioAVVENIRE – Per raccontare il ritorno da due mesi di coma, a causa di un gravissimo incidente stradale, ha scritto il libro “Voglia di vivere”. In poco più di cento pagine Fabio Castagnoli, 31 anni, infermiere professionale all’ospedale di Forlì, racconta la sua difficile ma anche esaltante odissea di quattro anni, cioè dall’incidente stradale del 17 febbraio 2013, che lo portò alle soglie della morte (ricevette anche l’estrema unzione), fino al recupero attuale, tanto che è tornato a lavorare in ospedale guidando la sua auto, non più nel reparto, ma nell’ufficio della direzione. «La mia voglia di vivere – racconta – mi ha rimesso in piedi. Non guardo a quello che ero, ma a quello che sono». (altro…)

La rifugiata siriana che lavora da biologa nell’ospedale del Papa

11 marzo 2017

IMG_2338VATICAN INSIDER – Quando è arrivata a Roma, lo scorso 16 aprile a bordo dell’aereo che ha riportato a casa il Papa dall’isola greca di Lesbo, Nour Essa, biologa, non parlava una parola di italiano. «Mio marito era stato chiamato per il servizio militare. Poteva andare in zone pericolose. (altro…)

Un operaio denuncia: «Licenziato dopo il trapianto»

9 marzo 2017

operaio_licenziatoAVVENIRE – Quando è rientrato in azienda, dopo sei mesi di malattia per un trapianto di fegato, ha scoperto che, nel frattempo, era stato licenziato. E i compagni di lavoro hanno subito proclamato uno sciopero per manifestare solidarietà al lavoratore e condannare il comportamento dell’azienda. Ha risvolti inquietanti, la vicenda, umana e professionale, di Antonio Forchione, 55 anni, da 27 dipendente della Oerlikon Graziano di Rivoli ( Torino). Lo scorso 20 aprile, all’uomo – operaio universale nello stabilimento che occupa 700 lavoratori e produce ingranaggi per automobili e alberi e frizioni per macchine movimento terra viene diagnosticato un brutto tumore al fegato. A luglio l’atteso trapianto, cui seguono sei mesi di malattia e riabilitazione. «Il 9 gennaio – racconta – rientro in azienda e vengo sottoposto a visita medica. Essendo invalido al 100% mi viene detto che non avrei più potuto svolgere le mansioni di prima e sono collocato in ferie forzate per un mese». (altro…)

Donne cuore delle periferie. Flavia, l’avvocato che difende i diritti delle indiane

7 marzo 2017

flaviaAVVENIRE – Abitano le periferie esistenziali della Terra: la quotidianità nelle carceri, il dramma dei migranti, la solitudine delle donne vessate dalla violenza, la desolazione dei luoghi distrutti dalle calamità naturali. E con la loro forza sincera e instancabile di donne, di madri, di sorelle, quelle periferie le cambiano, le rinnovano. C’è un universo femminile che l’8 marzo andrebbe festeggiato per quel che di più fa per il mondo, non per quel che di meno dal mondo riceve. (altro…)

La storia. Don Ernesto: da poliziotto a prete per servire gli altri

2 marzo 2017

prete_poliziottoAVVENIRE – Al servizio degli altri. Questa è da sempre la sua vocazione, prima nei panni di ispettore di polizia, da meno di un mese al servizio di Gesù e dei suoi parrocchiani nella Chiesa San Pietro Apostolo a Roggiano Gravina, in provincia di Cosenza. (altro…)

Malato di Sla muore sedato: la polemica e il rispetto

14 febbraio 2017

malatoAVVENIRE – «Mio marito era lucido, ha fatto la sua scelta, e noi gli siamo stati accanto». La signora Bettamin racconta gli ultimi momenti del marito Dino, 70 anni, macellaio di Montebelluna (Treviso) da cinque malato di Sla, che dopo l’ennesima crisi respiratoria e in quadro clinico di terminalità ha chiesto di poter essere sedato: troppa la sofferenza fisica e psichica, tanto da far dire agli operatori dell’istituzione privata che lo assisteva a domicilio – Casa con Cura – che si trattava di «una chiara richiesta di sedazione basata su un chiaro sintomo refrattario, dato da angoscia incoercibile anche con farmaci e trattamenti psicologici, nonostante tutta l’umanità e la professionalità con cui è stato assistito nelle varie fasi della patologia». (altro…)

In manicomio 42 anni solo perché orfano e povero

7 febbraio 2017

PaoliniAVVENIRE – Quarantadue anni in manicomio. Né paranoico, né schizofrenico. Solo orfano di padre e di madre. E povero. È successo davvero, ad Alberto Paolini, finito quindicenne al Santa Maria della Pietà di Roma, dove è rimasto dal 1948 al 1990, quando è stato trasferito in una casa famiglia. Un’esperienza che farebbe impazzire una persona sana – e che non gli ha risparmiato nemmeno l’elettrochoc ma che Alberto è riuscito ad attraversare conservando lucidità ed equilibrio. Tanto da spingerlo a scrivere la sua autobiografia: Avevo solo le mie tasche, sottotitolo Manoscritti dal manicomio, edito da ‘Sensibili alle foglie’ e presentato nella sede del Cesv Lazio. «Io sono orfano di entrambi i genitori. Papà è morto che io avevo 5 anni e mia madre, rimasta sola, non poteva più tirare avanti la famiglia e allora ha messo sia me sia mia sorella in collegi differenti. (altro…)

Una lettera al giorno al figlio che non c’è più: “Papo, torna un momento qui a salutarci”

17 gennaio 2017

imageFAMIGLIA CRISTIANA – Dal 25 agosto scorso Andrea Pilotta ha un appuntamento fisso con suo figlio Jacopo detto Papo: scrivergli una lettera «per tenerlo vivo accanto a me e a noi che lo amiamo tanto». In totale, fanno centoventitré missive, una al giorno, piene di tutti i colori della vita: amore e rabbia, ricordi e allegria, storie fiabesche e momenti vissuti insieme, dolore e interrogativi, allegria e disperazione. 41 anni, sposato da 18 con Nicoletta, Andrea ha due figli: Jacopo detto Papo e Carlotta detta Totta. Jacopo però «è volato dall’altra parte dell’infinito» il 24 agosto scorso: da bambino gli era stata diagnosticata una cardiopatia che non gli aveva impedito di crescere normalmente come tutti i bimbi della sua età.

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Giovanni Galli. «Senza fede non sarei sopravvissuto alla perdita di mio figlio»

14 gennaio 2017

imageAVVENIRE – “Dopo l’incidente di Niccolò due cose sono state fondamentali nella mia vita: il grande amore della mia famiglia e la fede. Ho perso mio padre a 19 anni e non pensavo di dover portare i fiori al cimitero a mio figlio. Se non avessi avuto questa grande fede e la convinzione di ritrovare e rivedere mio figlio sarebbe stato difficile convivere con questo dolore. Il dolore non passa mai, ci si può solo convivere”. È la toccante testimonianza di Giovanni Galli, ex portiere e campione del mondo con l’Italia nel 1982, ospite del programma Beati Voi-Tutti santi in onda ogni giovedì alle 21.05 su Tv2000, ricordando il figlio Niccolò morto nel 2001 in un incidente stradale. (altro…)