Madrid: ha osato criticare il gender, multato il Collegio “Giovanni Paolo II”

Chiesa e Religione - 29 dicembre 2016

imageZENIT – È stato un regalo di Natale sgradito quello che ha ricevuto il Collegio “Giovanni Paolo II” di Alcorcón. Si tratta di una multa di mille euro, esborso altamente simbolico a cui è stato condannato dopo aver ricevuto, a settembre, un esposto in procura da parte della comunità autonoma di Madrid, nel cui territorio è ubicato il Collegio.

La decisione di portare il preside Carlos Martinez in tribunale fu presa da Cristina Cifuentes, governatrice dell’Assemblea di Madrid e madrina di una legge che vuole “superare gli stereotipi” lasciando i bambini liberi di scegliere il sesso cui appartenere, anche contro la volontà dei genitori.

Fu proprio la contestazione a questa legge da parte di Martinez il motivo del contendere. Come in Italia aveva riportato La Nuova Bussola Quotidiana, il preside del Collegio scrisse una lettera ai genitori degli studenti per metterli al corrente dei pericoli dell’ideologia gender nella scuola anche a seguito della legge approvata dall’Assemblea di Madrid.

Non esitò Martinez ad usare parole forti, sottolineò ad esempio che “tanto lo jihadismo quanto il gender sono macchinazioni ideologiche che pretendono di costruire un altro tipo di uomo, ma che sono destinate alla dissoluzione e al fallimento”.

Nella missiva, inoltre, si denunciava il “dogmatismo” che accusa di discriminazioni chiunque la pensi in modo diverso nonché l’assurdità di voler imporre un’ideologia a forza di sanzioni.

Denuncia che ha avuto immediatamente una conferma concreta, sulla pelle del relatore della missiva. La stessa Cifuentes, dopo aver letto il testo, commentò così le parole del preside: “Bisogna vedere fin dove arriva la libertà di espressione di questa persona. Libertà che senza dubbio ha, tuttavia bisogna anche considerare se tra i compiti di un direttore di un collegio rientri anche quello di fare pressioni sugli alunni e sui genitori”. Dapprima è arrivato l’esposto in procura della Cifuentes e poi la multa di mille euro, comminata proprio in base alla legge che porta la firma della governatrice dell’Assemblea di Madrid.

La battaglia è destinata però a non finire. Come annunciato da Juan Carlos Corvera, presidente della Fundación Educatio Servanda, appartenente al Collegio “Giovanni Paolo II”, la multa non verrà pagata. “Faremo appello – ha dichiarato nel programma tv Il gatto e l’acqua – crediamo che sia importante a motivo dell’affronto alla libertà di espressione da noi subito”. Poi ha aggiunto: “Non siamo di fronte ad un problema di discriminazione collettiva nei confronti delle persone lgbt, siamo di fronte ad un problema di negazione del diritto alla libertà di espressione, di pensare diversamente e di criticare una legge con cui non siamo d’accordo. È una legge che mette la museruola alle persone che la pensano in modo diverso, che hanno una differente concezione della sessualità umana”.

A nulla è servito il parere positivo dell’ispezione educativa del Ministero dell’Istruzione della comunità autonoma di Madrid nel Collegio, a seguito di quella lettera. La relazione a seguito dell’ispezione non rilevava alcuna violazione normativa e che le famiglie degli alunni si dichiaravano “molto felici” dell’educazione che ricevono i propri figli nel Collegio.

La sanzione ha generato tuttavia un effetto a valanga di solidarietà al Collegio “Giovanni Paolo II” e al suo preside. Sono quasi duemila le firme raccolte in poche ore di persone che attestano il proprio sostegno al preside e alla scelta di fare appello contro la sanzione.

Quanto accaduto – si legge nel testo della petizione – costituisce un problema di “attacco alle libertà di opinione e di espressione protette dalla Costituzione”. Viene inoltre precisato che il Collegio ha sempre difeso la libertà dei genitori a “pensare e scegliere” autonomamente il metodo educativo per i propri figli. Chissà se questa diffusa solidarietà popolare riuscirà a ritagliare uno spazio di libertà dalla coltre di pensiero dominante che avanza.

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