Conversione di Paolo, grande festa in cielo

Chiesa e Religione - 25 gennaio 2017

IMG_1111ZENIT – L’apostolo Paolo è l’unico santo di cui celebriamo la conversione. Questo evento di grazia è ampiamente documentato sia negli Atti degli Apostoli che nelle lettere paoline. E rappresenta una data essenziale il suo passaggio, da giudeo accanito e persecutore dei cristiani, a testimone appassionato di Gesù.

L’ingresso di Paolo nella comunità cristiana rappresenta uno spartiacque tra un Cristianesimo ancora circoscritto nei confini del Giudaismo, e una comunità cristiana aperta a tutti i popoli e a tutte le culture. Il brano del Vangelo di oggi è composto dalla conclusione attuale di Marco; si dà un riassunto sommario delle manifestazioni di Cristo risorto, con l’invio degli Undici in tutto il mondo a proclamare il Vangelo. I segni e i poteri che Cristo conferisce agli apostoli sono tutti presenti nella vita di Paolo.

Meditazione

L’invio dei discepoli, com’è descritto dall’evangelista Marco, ha trovato una risposta concreta nella vita apostolica di Paolo, specialmente nella destinazione della evangelizzazione a tutti i popoli, compresi i pagani. Egli ha fatto superare le difficoltà iniziali, incontrate anche nel collegio apostolico, di far risuonare l’annuncio del Vangelo al di fuori dell’ambito giudaico. La minaccia contro gli increduli riguarda coloro che rifiutano di credere e oppongono un atteggiamento di ostinazione colpevole di fronte alla proposta della fede. La comunità, riflessa nel testo di Marco, ha delle caratteristiche di antichità: in essa si ammaestra, o meglio “si fanno discepoli”, si battezza secondo un determinato rito liturgico e si fanno osservare i comandamenti di Gesù. Sono presenti elementi caratteristici di una comunità ricca di carismi. La conversione di Paolo avviene in un contesto comunitario, come quello descritto da Marco. Tale evento sarà il punto di partenza di una evangelizzazione completamente rinnovata, espressa con un linguaggio adatto alle culture del mondo greco-romano. La conversione di Paolo ha cambiato la storia. Oggi, alla conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, tutti i credenti sono invitati a cogliere il palpito della preghiera di Cristo al Padre: “Come tu, Padre sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21).

Preghiera:

Signore Dio, tu correggi gli errori, conserva ciò che abbiamo in comune; nel tuo amore, dona al tuo popolo l’unità che tu vuoi per esso. Fa’ che noi rigettiamo ogni spirito di divisione per essere tuoi veri servitori, uniti al vero Pastore della tua Chiesa, Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.

Agire:

Cerchiamo di conoscere, liberi da pregiudizi, la vita e la fede dei fratelli di altre denominazioni cristiane. Anche il fenomeno dell’immigrazione ci mette a contatto con altre Chiese e religioni. Sarà un grande guadagno, se impariamo a conoscerci, rispettarci e collaborare.

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Meditazione del giorno a cura di mons. Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo emerito di Foggia – Bovino, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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