San Valentino: la rosa e le spine, simbolo della vita familiare

Chiesa e Religione - 14 febbraio 2017

rosaZENIT – Vi sono alcuni santi di cui si possiedono poche notizie circa la loro vita, ma sono circondati da una grande fame di santità. Questo è il caso di San Valentino.

Sappiamo che era un cittadino di Terni, dove fu eletto vescovo nel 197. Divenne molto famoso per la carità ed umiltà con cui si avvicinava a tutti, per il suo fecondo apostolato e per alcuni miracoli che accompagnavano la sua missione evangelizzatrice.

Valentino venne invitato a Roma su richiesta di Cratone, un oratore greco e latino, il quale chiese al Vescovo ternano che gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Valentino guarì il giovane e convertì al cristianesimo tutta la sua famiglia, insieme ad alcuni greci studiosi di lettere latine (Proculo, Efebo e Apollonio) oltre ad accompagnare al cristianesimo il figlio del Prefetto della città.

La sua attività di evangelizzazione giunse all’orecchio dell’imperatore Aureliano, il quale lo fece dapprima imprigionare e dopo lo fece decapitare a Roma il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni.

La festa del Vescovo e martire Valentino è legata ad antichi culti pagani praticati da Greci, da Italici e dai Romani il giorno 15 Febbraio. Questi riti avevano l’intenzione di chiedere alle divinità la purificazione dei campi e la fecondità. Questo culto fu proibito da Augusto e successivamente fu soppresso da Gelasio nel 494. La Chiesa volle fare memoria del valore del fidanzamento cristiano e della grazia della fecondità, anticipando la celebrazione al 14 di Febbraio.

La festività cristiana era rivolta a celebrare la memoria di San Valentino, chiedendo la sua intercessione per proteggere i fidanzati che si preparavano al matrimonio e per le coppie di sposi che si rendevano disponibili ad accogliere con generosità i figli che Dio vuole concedere.

La ragione per la quale Valentino è diventato il santo intercessore dei fidanzati e degli sposi è dovuta ad un racconto, secondo il quale Valentino amava regalare alle coppie di fidanzati rose rosse profumate per augurare loro una felice unione.

Quale messaggio lascia la vita di questo grande santo della Chiesa delle origini? Valentino invita tutta la Chiesa a rinnovare la pastorale della famiglia. Oggi il matrimonio è una istituzione seriamente minacciata. Tanti sono i coniugi che si separano dopo pochi anni di matrimonio, altri decidono di divorziare dopo tanti anni di vita insieme. Diventa sempre maggiore il numero delle convivenze, tante sono le persone che scelgono di risposarsi o molte altre scelgono di avere relazioni saltuarie senza prendersi la responsabilità di legami duraturi.

L’indissolubilità, la fedeltà la fecondità che costituiscono i cardini fondanti della vita matrimoniale sono gravemente attaccati dallo spirito della provvisorietà, dell’infedeltà e della sterilità. La parola amore viene continuamente svuotata da una mentalità egoistica ed edonista, la quale ha cambiato la visione della relazione tra uomo e donna. L’altro viene percepito come un ostacolo da eliminare piuttosto che un compagno con cui condividere la vita. L’altro diventa troppo facilmente la causa dei problemi di una intera vita invece di essere colui il quale ci accompagna nel cammino dell’esistenza.

La vita matrimoniale è minacciata perché manca una adeguata preparazione al matrimonio. I giovani che decidono di sposarsi in Chiesa sono coraggiosi nel prendere una decisione che oggi è considerata controcorrente. Scegliere di vivere per sempre con una persona sicuramente incute tanto timore, ma la forza della fede e della speranza cristiana dona l’audacia ed il coraggio di proseguire nel proposito, sapendo che Gesù Cristo sarà sempre presente nella relazione sponsale.

La pastorale dei giovani fidanzati assume un ruolo sempre più centrale nella vita della Chiesa.  I corsi prematrimoniali assumono un valore se avvengono non solo a ridosso della data della celebrazione del matrimonio, ma sono un sostegno maggiore ai futuri sposi anche quando la coppia è in procinto di prendere la decisione di sposarsi. La scelta alla vocazione matrimoniale ha bisogno di essere vagliata.  Gli sposi durante il cammino di preparazione al matrimonio sono chiamati a comprendere l’effettiva volontà di Dio nel compiere la loro scelta. Essi vanno aiutati a capire che la pienezza della loro relazione matrimoniale non può essere raggiunta senza la partecipazione alla vita di fede della comunità cristiana.

L’altra questione fondamentale è quella dell’accompagno delle famiglie durante l’attesa dell’arrivo dei figli, durante gli anni dell’educazione dei giovani e per sostenerle nel mantenere vivo e fecondo il legame tra marito e moglie.

Valentino invita ogni essere umano a regalare rose profumate ai fidanzati e agli sposi. Una rosa simboleggia il dono della vicinanza, dell’ascolto e della comprensione. Il profumo del perdono è la fragranza che rende la famiglia solida e solidale. Se le famiglie vengono sostenute diventano potenziali sostenitori di tante altre famiglie, le quali conoscendo le difficoltà possono aiutare altre famiglie con la loro testimonianza e il loro sostegno.

Non si tratta di essere meglio degli altri, ma di offrire la propria testimonianza di come la grazia di Dio ha permesso di uscire da una situazione di incomprensione e di conflitto.

Le rose sono fiori belli e profumati ma hanno anche le spine. Le spine sono un richiamo alla difficoltà delle relazioni della vita familiare nel quale ognuno è chiamato a vivere rimanendo vicino all’altro. La bellezza del colore e la tenerezza dei petali non sono le uniche caratteristiche della rosa. Una buona pastorale della vita familiare deve parlare anche delle spine con le quali un marito viene punto dalla moglie, una moglie viene ferita dal marito, un genitore prova dolore per una situazione creata da un figlio, o un figlio soffre per alcuni atteggiamenti esasperati dei genitori.

Parlare delle gioie e di dolori della vita familiare è la testimonianza di come il matrimonio e la relazione con i figli siano una vocazione alla santità che conduce alla pace e dona senso al pellegrinaggio terreno.

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