Fisichella: per il Papa santuari sono opportunità di evangelizzazione

Chiesa e Religione - 16 maggio 2017

RADIO VATICANA – La visita del Papa a Fatima è stato un pellegrinaggio di pace e speranza che mostra come i santuari siano luoghi fecondi per la Nuova Evangelizzazione. E’ quanto sottolinea mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione al quale il Papa ha recentemente affidato le competenze sulla pastorale relativa ai Santuari. Il presule, che era al seguito del Pontefice in Portogallo, si sofferma sui punti forti di questo pellegrinaggio mariano nell’intervista di Alessandro Gisotti:

R. – Credo che questo pellegrinaggio si possa sintetizzare, prendendo alcune espressioni di Papa Francesco. La prima è quella di un pellegrinaggio di pace: Fatima con il suo messaggio parla di una grande speranza, che è la speranza che gli uomini possano essere capaci di dialogo tra di loro. Poi c’è il secondo messaggio, che proviene da quanto Francesco ha detto: Fatima è un manto di luce. Il manto di luce significa che la forza della fede e la forza dell’amore debbono diventare ancora di più lo stile di vita dei credenti, e questo mi sembra lo si veda attutato, nel terzo momento fondamentale che ha rappresentato Fatima e che è stato la preghiera. L’esperienza di Fatima è un’esperienza di preghiera. A Fatima si va essenzialmente per pregare la Vergine. Sono davanti ai miei occhi il profondo silenzio che ha caratterizzato la preghiera del Rosario: un silenzio di preghiera, un silenzio di ascolto, un silenzio di meditazione … credo che questo abbia colpito molto.

D. – Normalmente siamo abituati a pensare al movimento dei pellegrini verso un santuario; a Fatima, il Papa ha sottolineato anche l’importanza del movimento dai santuari verso le periferie: una Chiesa missionaria anche in questo…

R. – Certamente, perché il Papa dice che i santuari sono una opportunità insostituibile per l’evangelizzazione, oggi. L’evangelizzazione non vuol dire rimanere rinchiusi in se stessi; evangelizzazione significa andare verso gli altri. E’ una Chiesa che comprende che deve uscire da se stessa e deve raggiungere ogni uomo e ogni donna laddove questi si trovano. E questa esperienza di silenzio, di preghiera diventa una via per l’evangelizzazione perché va verso gli altri e aiuta innanzitutto a far scoprire il senso della nostalgia di Dio.

D. – In queste sue parole si comprende anche il perché il Papa ha affidato proprio recentemente al dicastero da lei guidato le competenze sulla pastorale relativa ai santuari, vero?

R. – Il Papa lo dice esplicitamente, perché Papa Francesco nella lettera con la quale affida al Pontificio Consiglio la competenza sui santuari, dice che questi sono una opportunità insostituibile per l’evangelizzazione e quindi quello che deve essere percepito è proprio l’esigenza di far comprendere quanto la pietà popolare, la religiosità popolare, la spiritualità popolare che si esprime proprio nel pellegrinaggio al santuario possa diventare poi anche uno strumento di catechesi. Il santuario, con la sua vita interna e con la sua capacità di provocare la comunità cristiana a vivere pienamente l’evangelizzazione, diventa una espressione quanto mai significativa.

D. – In un’epoca contraddistinta da spinte secolariste e sicuramente da un certo scientismo, i santuari mariani – lo abbiamo visto poi in modo eclatante a Fatima, nei giorni scorsi – continuano ad attrarre milioni di fedeli ogni anno – fedeli e non, bisognerebbe anche aggiungere … C’è una ricerca di senso insopprimibile nell’uomo?

R. – Certamente. Lei pensi che al Santuario di Guadalupe, soltanto nell’Anno del Giubileo, sono andati circa 22 milioni di pellegrini: questi sono dati! Bisogna andare oltre i dati e oltre i numeri e comprendere che per milioni di persone il santuario rappresenta veramente una parte della propria identità personale. Parlavo con il vescovo di Fatima il quale mi diceva che è stata fatta un’indagine e davanti alla richiesta della identità, qual è la prima cosa che i portoghesi riconoscono, dicevano: in primo luogo la bandiera e in secondo luogo Fatima. Fatima rappresenta una realtà della stessa identità nazionale, non più personale! Incide quindi nella storia. E il santuario, nella misura in cui è vissuto intensamente come espressione ed esperienza di fede, aiuta non poco le persone a ritrovare se stesse, ma aiuta anche a un autentico progresso della società.

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