Il Papa ai giovani di Taizé: il male non ha l’ultima parola nella storia

Chiesa nel Mondo - 27 dicembre 2016

imageRADIO VATICANA – “Manifestare a parole e con azioni che il male non ha l’ultima parola della nostra storia”. È l’invito che il Papa rivolge in un messaggio ai giovani che dal 28 dicembre al primo gennaio saranno a Riga, in Lettonia, per il 39.mo Incontro europeo promosso dalla comunità ecumenica di Taizé sul tema: ”Insieme per aprire strade di speranza”. Un appuntamento a cui guardano con fiducia i leader religiosi e politici d’Europa e del mondo. Il servizio di Gabriella Ceraso:
Sono migliaia i giovani che dall’Europa e dagli altri continenti sono giunti a Riga, città di tradizione luterana segnata da legami profondi tra cristiani di diverse confessioni. Sono “testimoni di speranza”, come li definisce il Papa, che li ringrazia perché – scrive – hanno “scelto di lasciare i divani per vivere questo pellegrinaggio della fiducia”, “fiducia in Gesù, Cristo e Signore”, che “crede e spera in voi”, sottolinea.
Ortodossi, protestanti e cattolici, Francesco li incoraggia tutti a “lasciare entrare il Signore, che non delude mai, nei loro cuori e nella loro vita”, in modo da “affrontare il futuro con gioia e far fruttare capacità e talenti per il bene comune”. Ed aggiunge: “Con queste giornate vissute all’insegna di una reale fraternità, voi esprimete il desiderio di essere protagonisti della storia, di non lasciare che siano gli altri a decidere del vostro futuro”.
“Oggi”, scrive Francesco, ”molte persone sono sconvolte, scoraggiate dalla violenza, da ingiustizie, sofferenza e divisioni. Hanno l’impressione che il male è più forte di tutto”. Voi, è il suo invito, ”testimoniate con le parole e i fatti che non è così”. Per questo, il Papa ripete ai ragazzi di Riga quanto ha scritto al termine del Giubileo nella Lettera “Misericordia et Misera”: “È il tempo della misericordia per tutti e per ognuno, perché nessuno possa pensare di essere estraneo alla vicinanza di Dio e alla potenza della sua tenerezza”.
Con le parole di Francesco ai giovani in pellegrinaggio sono giunti anche i messaggi del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo e del Patriarca ortodosso di Mosca Kirill, insieme alla vicinanza espressa dai leader della Chiesa anglicana e luterana, l’arcivescovo Justin Welby e il pastore Olav Fykse Tveit. All’incontro guardano con fiducia inoltre le autorità europee e mondiali: l’ex segretario dell’Onu Ban Ki-moon e il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk sottolineano infatti nei loro messaggi quanto i giovani possano contare nella prevalenza delle forze del bene, al di là delle possibilità in mano alla politica.

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