Celebrata in Vaticano la festa di don Bosco

News - 31 gennaio 2017

imageZENIT – Don Bosco non appartiene a una leggenda, a un mito o a una teoria: è una persona con una storia concreta, che continua ancora oggi a essere significativa. Lo ha detto don Renato dos Santos, direttore tecnico della Tipografia Vaticana, celebrando questa mattina, nella cappella del coro della Basilica di San Pietro, la messa per la festa liturgica del santo fondatore della famiglia salesiana. Al rito – informa L’Osservatore Romano – hanno partecipato i responsabili e i dipendenti del quotidiano e del Servizio fotografico e quelli della Tipografia Vaticana.

All’omelia il sacerdote — che ha festeggiato il 25° anniversario di ordinazione — ha sottolineato come Giovanni Bosco andasse ad aiutare i giovani bisognosi proprio dove vivevano, alla periferia di Torino, Valdocco. Li cercava nelle situazioni di disagio e di difficoltà esistenziali per accoglierli e offrire loro rifugio e libertà da tutto ciò che li opprimeva. È la stessa missione, ha ricordato don Dos Santos, alla quale lavorano anche ai nostri giorni in 133 paesi i salesiani che vivono il carisma del santo. Attraverso i suoi progetti educativi, ha proseguito il celebrante, don Bosco ha edificato tantissimi ponti e ha trovato nella gioventù il senso più profondo della sua vita. Commentando poi il brano del vangelo di Matteo proposto dalla liturgia, don dos Santos ha invitato a mettere sempre al centro i piccoli di oggi per assicurare loro un presente dignitoso.

Al termine della concelebrazione, monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione, ha rivolto un saluto al religioso salesiano e gli ha consegnato una pergamena di benedizione per il giubileo sacerdotale firmata da Papa Francesco. Poi ha ringraziato la comunità per il lavoro svolto al servizio del Pontefice. Anche il direttore generale della Tipografia Vaticana editrice L’Osservatore Romano, don Sergio Pellini, all’inizio della messa ha fatto gli auguri a dos Santos a nome di tutti i dipendenti. Per l’occasione, sull’altare è stato collocato il reliquiario di don Bosco, esposto per la prima volta durante la canonizzazione del 1° aprile 1934, concesso da monsignor Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice.

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