“Vatileaks 2”, padre Lombardi: “Un processo che era giusto fare”

News - 3 febbraio 2017

imageRADIO VATICANA – A poche settimane dalla pubblicazione delle motivazioni del Tribunale vaticano, un volume fa luce sul processo che ha portato alla condanna di mons. Lucio Angel Vallejo Balda e di Francesca Immacolata Chaouqui per “rivelazione e divulgazione di notizie e documenti riservati” e al proscioglimento dei giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi. “Vatileaks 2. Il Vaticano alla prova della giustizia degli uomini”, edito da Rizzoli, porta la firma di padre Federico Lombardi, ora presidente della Fondazione Ratzinger, e di Massimiliano Menichetti, che per la Radio Vaticana ha seguito il processo in aula. Il libro è uscito oggi in libreria ed è stato presentato all’Associazione Stampa Estera a Roma. Il servizio di Michele Raviart:

Il processo Vatileaks 2 sulla sottrazione dei documenti riservati della Cosea, la commissione di studio sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede, è stato improntato dalla magistratura vaticana nel segno della “libertà, trasparenza e imparzialità”. Dimostrarlo con i fatti è quanto si propone questo volume, che racconta nel dettaglio le ventuno udienze che dal 24 novembre 2015 hanno portato alla lettura della sentenza, il 7 luglio scorso. Un processo che molti in Vaticano non avrebbero voluto istituire, ha spiegato padre Federico Lombardi, ma che era “giusto fare”, perché nessun danno di immagine e più importante della verità e della ricostruzione dei fatti:
“Noi pensiamo che sia giusto il fatto di spiegare e di far capire che si cerca di fare la verità, anche con molta umiltà: perché il fare la verità di un tribunale umano può avere i suoi limiti di documentazione, di argomentazione … Però è quello che bisogna comunque cercare di fare e il fatto di darne atto e di dimostrare che si cerca di andare in questa direzione con tutto l’impegno possibile mi sembra una testimonianza importante anche per capire la linea in cui si muove concretamente la Chiesa oggi”.
Una delle esigenze che ha portato alla realizzazione del volume è stata quella di mostrare il funzionamento del sistema giuridico vaticano e l’applicazione delle nuove norme che cercano di integrarlo e perfezionarlo, nel caso specifico la legge IX dell’11 luglio 2013 che istituisce il reato di “divulgazione di documenti riservati”. Ancora padre Lombardi:
“Anche il Vaticano, come Stato e come organizzazione, ha degli strumenti che sono i tribunali per esercitare la giustizia all’interno di un sistema giuridico. Per noi era molto importante far capire che nell’insieme della realtà vaticana, essendoci stato – soprattutto negli ultimi anni – uno sviluppo importante di norme e di leggi anche per la trasparenza, per la correttezza dell’amministrazione…, ci sono poi anche gli strumenti perché questo sistema legislativo venga poi effettivamente messo in pratica”.
L’altro punto era quello di ribadire la libertà di stampa in Vaticano, in un duplice senso. Da un lato quella degli imputati Nuzzi e Fittipaldi, poi prosciolti per difetto di giurisdizione, ai quali non era contestato l’esercizio della professione giornalistica, ma eventuali pressioni compiute per ottenere i documenti riservati. Dall’altra quella dei “media vaticani”, che hanno raccontato senza “censure” lo svolgimento del processo. In questo senso il volume è arricchito dai resoconti del nostro collega Massimiliano Menichetti, che ha partecipato a tutte le udienze e ha potuto riportare le dichiarazioni pronunciate in aula spontaneamente da imputati e testimoni sebbene, per motivi procedurali, risultino agli atti solo in maniera sintetica. Ascoltiamolo:
“E’ stato un processo che prima di tutto mi ha mostrato i volti del processo stesso: dagli imputati, ai giudici, agli avvocati di parte e a noi stessi giornalisti che raccontavamo. Il rischio era cannibalizzare tutta questa vicenda per poter ridurre tutto ad un articolo o ad un mero giudizio. Lo sforzo più grande è stato rimanere concentrato sui volti, sui soggetti che affrontavano il processo. Quella difficoltà che, comunque, avrebbe segnato ed ha segnato la loro vita, come la vita di tutti noi. Questo è stato un timone che mi ha guidato, insieme ai tre timoni, che sono affermati anche nel libro in maniera molto forte, e cioè quello della trasparenza, della garanzia della libertà di informazione e dell’imparzialità della giustizia vaticana”.

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