Papa visita Parrocchia di S. Josefa: perdono è strada per la santità. Ampia sintesi

News - 19 febbraio 2017

IMG_6691RADIO VATICANA – Papa Francesco ha visitato questo pomeriggio la Parrocchia di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù a Ponte di Nona, nella periferia Est di Roma. Prima della Messa ha incontrato i giovani, i malati, le famiglie assistite dalla Caritas parrocchiale e ha confessato alcuni fedeli. Di seguito l’ampia sintesi dell’omelia tenuta dal Papa a braccio.
“Oggi c’è un messaggio direi unico nelle Letture” ha esordito il Papa, “la prima Lettura, c’è la Parola del Signore che ci dice: ‘Siate santi, perché Io, il Signore vostro Dio, sono santo’. Dio Padre ci dice questo. E il Vangelo finisce con quella Parola di Gesù: ‘Voi siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste’: lo stesso. E questo è il programma di vita. Siate santi, perché Lui è santo, siate perfetti, perché Lui è perfetto. E voi potete domandarmi: ‘Ma, Padre, come è la strada per la santità, qual è il cammino per diventare santi?’ Ma, Gesù lo spiega bene, nel Vangelo: lo spiega con cose concrete”, afferma il Papa.
“Prima di tutto, fu detto ‘occhio per occhio, dente per dente’, ma io vi dico di non opporvi al malvagio, cioè niente vendetta. Se io ho nel cuore il rancore per qualcosa che qualcuno mi ha fatto e voglio vendicarmi, questo mi allontana dal cammino verso la santità. Niente vendetta. ‘Ma, me l’hai fatta: me la pagherai!’: questo è cristiano? No. ‘Me la pagherai’ non entra nel linguaggio di un cristiano. Niente vendetta. Niente rancore. ‘Ma questo mi fa la vita impossibile! Quella vicina di là sparla di me tutti i giorni! Anche io sparlerò di lei …’: no. Cosa dice il Signore? ‘Prega per lei!’ – ‘Ma per quella devo pregare, io?’ – ‘Sì: prega per lei!’. E’ il cammino del perdono, del dimenticare le offese. Il male lo si vince con il bene, il peccato lo si vince con questa generosità, con questa forza. Ma, è brutto, il rancore. Ma tutti sappiamo che non è cosa piccola”.
Guardando poi all’attualità Francesco osserva quante grandi guerre e quanto odio raccontano i mezzi di informazione e afferma: “Ma è lo stesso odio – è lo stesso, eh? – che tu hai nel tuo cuore per quello, per quella o per quel parente tuo o per tua suocera o per quell’altro: lo stesso. Quello è ingrandito, ma è lo stesso. Il rancore, la voglia di vendicarmi: ‘Me la pagherai!’: quello non è cristiano. E ‘siate santi come Dio è santo’, ‘siate perfetti come perfetto è il Padre vostro’, il quale fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. E’ buono. Dio dà i suoi buoni a tutti”. Dunque questa è la strada della santità secondo Francesco e “questo allontana dalle guerre”. Il Papa prosegue poi spiegando: “Ma se tutti gli uomini e le donne del mondo imparassero questo, non ci sarebbero le guerre. La guerra incomincia qui, nell’amarezza, nel rancore, nella voglia di vendetta, di farmela pagare. Ma questo distrugge famiglie, distrugge amicizie, distrugge quartieri, distrugge tanto, tanto … ‘E cosa devo fare, Padre, quando sento questo?’. Ma, lo dice Gesù, non lo dico io: ‘Amate i vostri nemici’. ‘Io devo amare quello?’ – ‘Sì’ – ‘Non posso’ – ‘Prega perché tu possa. Amate i vostri nemici. E pregate per quelli che vi perseguitano. ‘Pregare per quello che mi fa il male?’ – Sì: perché cambi vita, perché il Signore lo perdoni”.
Francesco torna a sottolineare che è questa la “magnanimità di Dio” che “tutto perdona, che è misericordioso”. E così prosegue in dialogo con i fedeli:’ “E’ vero, Padre, Dio è misericordioso’. E tu? Sei misericordioso? Sei misericordiosa, con le persone che ti hanno fatto del male? O che non ti vogliono bene? “Se Lui è misericordioso, se Lui è santo, se Lui è perfetto, noi dobbiamo essere misericordiosi, santi e perfetti come Lui. Questa è la santità, eh? Un uomo e una donna che fanno questo, meritano di essere canonizzati: diventano santi. Così semplice è la vita cristiana. Io vi suggerisco di incominciare da poco”.
“Tutti abbiamo nemici” prosegue ancora il Papa,”tutti sappiamo che quello o quella sparla di me: tutti lo sappiamo. E tutti sappiamo che quello o quella mi odia. E incominciamo da poco. ‘Ma, io so che questo mi ha calunniato, ha detto di me cose brutte!’: vi suggerisco, prendete un minuto, guarda Dio Padre: ‘Questo o quella, è Tuo figlio, è la Tua figlia: cambiale il cuore. Benedicilo, benedicila’. Questo si chiama pregare per quelli che non ci vogliono bene, per i nemici. Si può fare semplicemente. Forse il rancore rimane, ma noi stiamo facendo lo sforzo per andare su questa strada di questo Dio che è tanto buono, misericordioso, santo e perfetto che fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni: è per tutti, è buono per tutti. Dobbiamo essere buoni per tutti. E pregare per quelli che non sono buoni, per tutti”.
La preghiera per chi “ammazza i bambini in guerra”, afferma ancora Francesco “è difficile”, ma “dobbiamo imparare a farla”. “Noi preghiamo per quelle persone che sono più vicine a noi e ci odiano o ci fanno del male? ‘Eh, Padre, è difficile, eh? Io avrei voglia di stringere il collo, eh?’ – ‘Ma, prega’. Prega perché il Signore cambi la vita. La preghiera è un antidoto contro l’odio, contro le guerre, queste guerre che incominciano a casa, che incominciano nel quartiere, che incominciano nelle famiglie … Pensate soltanto alle guerre di famiglie per l’eredità: quante famiglie si distruggono, si odiano per l’eredità. Pregare perché ci sia la pace. E se io so che qualcuno mi vuole male, non mi vuole bene, specialmente pregare per lui. La preghiera è potente, la preghiera vince il male, la preghiera … porta la pace. Il Vangelo, la Parola di Dio oggi è semplice: questo consiglio “siate santi perché Io, il Signore vostro Dio, sono santo’. E poi: ‘Voi siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste’ “.
Il Papa quindi conclude che occorre “chiedere la grazia di non rimanere nel rancore”,”di pregare per i nemici, di pregare per la gente che non ci vuole bene, la grazia della pace”.”Tutti i giorni una preghiera” chiede infine Francesco,”così andremo su questa strada della santità e della perfezione. Così sia”.

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