Messa di Francesco a San Giovanni in Laterano per il Corpus Domini

News - 18 giugno 2017

RADIO VATICANA – Papa Francesco presiederà stasera i riti del Corpus Domini, secondo il calendario liturgico della Chiesa italiana.

Alle 19 celebrerà la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano. Subito dopo si svolgerà la Processione Eucaristica che, percorrendo via Merulana, raggiungerà la Basilica di Santa Maria Maggiore. Lo spostamento a domenica da giovedì 15 giugno, Festa del Corpus Domini secondo il calendario vaticano – aveva spiegato il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke, nei giorni scorsi – è dovuto al fatto di voler favorire la presenza delle persone e non creare ulteriori problemi alla città in un giorno lavorativo. Sull’importanza della Solennità del Corpus Domini nella vita dei cristiani, Federico Piana ha intervistato don Stefano Tardani, fondatore del Movimento dell’Amore Familiare:

R. – Non c’è una cosa più grande di questa, del Corpo e Sangue di Gesù. Non c’è un dono più grande dell’Eucaristia, del Corpo di Cristo sull’altare. Così Gesù ci ha promesso: “Sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”. E Lui intendeva certo in un modo spirituale, questo c’era sempre stato. Ma allora come? Proprio con l’Eucaristia. Tutti i giorni e ovunque, dove è la Chiesa sua sposa fedele. Dio non poteva amarci di più. Dio ha tanto amato il mondo, come ci dice il Vangelo, la nostra vita, da dare, offrire, consegnarci Gesù suo Figlio: il dono di Dio padre è Gesù che si dona per darci la vita eterna, la stessa vita di Dio, la sua. Per questo si è fatto come noi, prendendo, assumendo la nostra natura umana, facendosi persona umana, così tutto quello che è umano lo ha unito a sé e così lo ha redento.

D. – Quando questa salvezza concretamente viene applicata nella nostra vita quotidiana?

R. – Proprio con l’Eucaristia. E’ nell’eucaristia che Gesù si fa cibo per ciascuno di noi. E’ nell’Eucaristia che ciascuno di noi accoglie il dono della vita di Gesù. Da quando Dio si è fatto uomo è umanamente che riceviamo Dio, Gesù Cristo vero Dio e vero uomo. Dio è persona e si dona personalmente e chi lo riceve lo riceve personalmente. E ciascuno, a sua volta, si dona a lui personalmente. E’ questa la comunione eucaristica. No né una qualsiasi comunione come fra persone umane: è immensamente di più. Per questo Gesù nostro pastore e nostro maestro si è fatto pane.

D. – Perché si è voluto fare pane eucaristico?

R. – Noi ci cibiamo del pane. Il pane come il cibo è per il nostro corpo e una volta assimilato diventa nostro corpo. Possiamo dire che il pane umano sfama il nostro corpo, ma noi abbiamo un’altra fame: la fame della vita, Dio ce l’ha messa dentro, dandoci l’anima spirituale. Il pane umano sfama la fame del corpo ma non sfama la fame della vita che abbiamo e non la sfama per il fatto che moriamo anche con il pane umano e soffriamo anche con esso e ci dibattiamo in tante ricerche, in tante angustie. Solo Dio può rispondere alla fame della vita che ciascuno ha in sé.

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