Pedofilia, Papa Francesco chiede perdono: “Una mostruosità assoluta”

News - 16 agosto 2017

REPUBBLICA – “Si tratta di un’assoluta mostruosità, un peccato terribile, che contraddice tutto quello che la Chiesa insegna”. In Germania tornano a far parlare le parole di condanna di Papa Francesco sulla pedofilia, parole dure scritte nella prefazione del libro di Daniel Pittet La perdono, padre – oggi sulla Bild – sulle giovani vittime di abusi sessuali subiti da religiosi. Il pontefice chiede perdono a tutti: “Alcune vittime si sono alla fine addirittura tolte la vita. Questi morti pesano sul mio cuore come sulla mia coscienza e sull’intera chiesa. Alle loro famiglie vorrei esprimere il mio amore, il mio dolore e chiedere in tutta umiltà il loro perdono”.

Daniel Pittet, 58 anni di Friburgo, da bambino per anni ha subito violenza da un frate cappuccino: Joël Allaz. Dopo un lungo percorso di terapia ha deciso di raccontare in un libro il suo inferno e lo ha fatto in maniera diretta, cruda: “Ho passato anni a pensare che ero l’unico a subire quei pomeriggi da incubo, a cercare di dimenticare il suo corpo addosso al mio”.

Papa Francesco, dopo aver letto le pagine di Pittet, ha deciso di scrivere lui stesso la prefazione, condannando senza mezzi termini i tanti casi di pedofilia all’interno della Chiesa e i vescovi che li hanno coperti. Oltre alla prefazione del Pontefice, il libro contiene anche un’intervista a padre Joël Allaz di luglio 2016, in cui il prete parla dei tantissimi abusi commessi durante la sua vita sacerdotale. “L’anno scorso l’ho incontrato – ha raccontato Pittet – Era vecchio, ho faticato a riconoscere l’orco della mia infanzia. Mi ha guardato, ho visto la sua paura. Ma non mi ha chiesto scusa, non mi è sembrato pentito di tutto il male che ha fatto”.

“Come può un prete, al servizio di Cristo e della sua Chiesa, arrivare a causare tanto male? – si chiede il Papa nella sua prefazione al libro – Come può aver consacrato la sua vita per condurre i bambini a Dio, e finire invece per divorarli in quello che ho chiamato ‘un ‘sacrificio diabolico’, che distrugge sia la vittima sia la vita della Chiesa?”.

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