La vicinanza del Papa ai terremotati di Ischia: 2600 gli sfollati

News - 23 agosto 2017

RADIO VATICANA – “Rivolgo il mio pensiero ed esprimo affettuosa vicinanza a quanti soffrono a causa del terremoto che lunedì sera ha colpito l’Isola di Ischia. Preghiamo per i morti, per i feriti, per i rispettivi familiari e per le persone che hanno perso la casa”.

Papa Francesco al termine dell’udienza generale non dimentica di inviare la sua carezza di consolazione alla gente di Ischia assicurando preghiere e partecipazione in questi giorni di sconforto e dolore. Alla voce del Pontefice si unisce quella del vescovo di Ischia, mons. Pietro Lagnese che ha ringraziato in un messaggio tutti coloro che hanno a vario titolo manifestato solidarietà e offerto aiuto concreto e ha offerto la piena disponibilità della Chiesa per le necessità di coloro che stanno soffrendo. Poi ha voluto rivolgere un appello alle autorità: “Esprimiamo – scrive – vivo desiderio che, a quanti hanno perso la casa, sia offerta al più presto una dignitosa e stabile abitazione. La ricostruzione delle zone interessate dal sisma avvenga in maniera rapida anche per permettere che l’attività turistica dell’Isola possa continuare. Chiediamo pertanto alle Autorità di Governo di attivarsi prontamente per una celere ricostruzione degli edifici distrutti e la messa in sicurezza dei tanti fabbricati coinvolti”. Mons Lagnese ha voluto anche chiedere ai turisti di non lasciare l’Isola e ha invitato ad affrontare con “piena responsabilità e senza i lacci della burocrazia” la questione dell’abusivismo, senza però alimentare polemiche “infruttuose e poco opportune”.

Intanto a due giorni dal sisma di magnitudo 4.0, l’isola campana, méta ambita di vacanze, relax e divertimento, è piombata in un silenzio assordante, interrotto solo dalle scosse di assestamento che per quanto leggere continuano ad incutere paura. Due vittime, 42 feriti, di cui uno grave, 2.600 sfollati e centinaia di persone agli scali portuali, in fila per lasciare questa amata terra più volte lacerata dai terremoti. Si fa il punto, si contano i danni, si elaborano già piani di ricostruzione e messa in sicurezza, ma le polemiche sull’abusivismo che sfiancano anche la pazienza del sindaco Enzo Ferrandino. “La nostra non è una collettività di abusivi” ripete il Primo cittadino, mentre chiede alla stampa di “dire le cose come stanno” evitando di arrecare danni più grandi di quelli già lasciati dal terremoto. “Quelle crollate sono tutte case vecchie” afferma don Gino Ballirano, parroco di Santa Maria Maddalena a Casamicciola, che sta accompagnando i Vigili del Fuoco in giro per i sopralluoghi nelle cinque chiese della zona, che dipendono dalla sua parrocchia e grazie a loro ha potuto recuperare il Santissimo Sacramento e la statua della Madonna Addolorata, a cui gli isolani sono molto legati.

La Procura di Napoli però sta valutando l’ipotesi di aprire un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo e omicidio colposo plurimo per quanto, secondo il procuratore capo Giovanni Melillo, si tratta di un “quadro complesso e bisognoso di approfondimenti”. Legambiente lancia il suo grido d’allarme per la Campania che detiene il primato del cemento illegale e ribadisce che “Ischia è la capitale dell’abusivismo e del rischio”. Il numero uno della Protezione civile Angelo Borrelli, che ieri aveva parlato di costruzioni realizzate con materiali scadenti, non esclude il legame tra abusivismo e crolli: “non è un legame necessario – ammette – perché può esserci una costruzione abusiva fatta bene e una costruzione che rispetta le norme di legge fatta male, bisogna valutare caso per caso”. Discorso che vale anche per la casa crollata che ha causato una vittima a Casamicciola e sotto la quale sono state recuperate sei persone, tra cui i tre fratellini. Di tutt’altro parere il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, convinto che sulla questione siano state dette delle “bestialità”.

La buona notizia è che il piccolo Pasquale di 7 mesi, estratto l’altra notte dalle macerie ha lasciato l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno e ora sta bene. Restano invece ricoverati i fratellini Mattias e Ciro: quest’ultimo in giornata verrà trasportato all’ospedale Santobono. L’appello di don Gino Ballirano è ancora alla solidarietà, a concentrarsi adesso sul valore della vita umana e sulla necessità di far ripartire le attività della comunità parrocchiale con momenti di preghiera e con la celebrazione dell’Eucarestia, anche all’aperto, vista l’inagibilità delle chiese.

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