Messa dei Defunti, il Papa al cimitero Laurentino: memoria, speranza e beatitudini come luci nel nostro cammino

News, primo piano - 2 novembre 2018

“Gesù ha tolto alla morte l’ultima parola: chi crede in Lui sarà trasfigurato dall’amore misericordioso del Padre per una vita eterna e beata” con questo tweet il Papa apre la Commemorazione dei Defunti di questo 2 novembre 2018. Alle 16.45 puntuale come di consueto, Papa Bergoglio è stato accolto dal cardinale vicario Angelo De Donatis, dal vescovo ausiliare per il settore Sud mons. Paolo Lojudice e dal cappellano del cimitero, mons. Claudio Palma, presso il cimitero Laurentino per la prima volta visitato da un Pontefice.

Lo aveva annunciato lui stesso ieri al termine dell’Angelus di ieri, festività Ognissanti: “Domani pomeriggio (oggi per chi legge) mi recherò al Cimitero Laurentino di Roma, vi invito ad accompagnarmi con la preghiera in questa giornata di suffragio per quanti ci hanno preceduto nel segno della fede e dormono il sonno della pace”.

Da solo, senza accompagnare alcuna parola al suo gesto di raccoglimento e preghiera, il Papa si è recato all’interno del cimitero, presso il “Giardino degli Angeli”, uno spazio verde di circa 600 metri quadrati presente dal gennaio 2012 ed espressamente dedicato alla sepoltura dei bambini mai nati a causa di un’interruzione di gravidanza spontanea o volontari). Delimitato da una siepe, il Giardino si trova di fronte al “Campo Bambini”, due grandi angeli di marmo hanno fatto da custodi alla preghiera di Papa Francesco che dopo un momento di raccoglimento si è chinato a deporre dei fiori bianchi simbolo di innocenza e purezza sulle tombe di questi angioletti mai nati. Commovente l’incontro ed il saluto con alcuni genitori in lutto.

Poi si è spostato presso la chiesa del Gesù Risorto posta all’interno del cimitero e inaugurata nel 2012 dal cardinale Vallini, per dare inizio alla celebrazione della Santa Messa.

Nella sua omelia completamente a braccio il Papa ha sottolineato che la liturgia di oggi è molto concreta, tanto da essere compresa anche dai bambini:“Ci inquadra nelle tre dimensioni della vita, che anche i bambini capiscono: il passato, il futuro, il presente”.

Un vento molto forte e freddo ha investito il cimitero, mentre il Pontefice con semplicità ma con parole incisive ha ricordato che tre sono le dimensioni da tenere presenti in questa giornata di Commemorazione: il navigatore, “le luci” ci ricorda Francesco, per percorrere il nostro cammino, sono le beatitudini indicateci da Gesù nel Vangelo. E senza perdere la “Speranza di incontrarci, di arrivare dove c’è l’amore che ci ha creato, che ci aspetta, l’amore di Padre”.

“Oggi è un giorno di memoria, passato, un giorno per ricordare coloro che hanno camminato prima di noi, che ci hanno accompagnato, ci hanno dato la vita”, ha spiegato il Papa. Bisogna  dunque “ricordare, fare memoria. E la memoria è quello che fa forte un popolo, perché si sente radicato in un cammino, in una storia, in un popolo. La memoria ci fa capire che non siamo soli: siamo un popolo, un popolo che ha una storia, che ha un passato, che ha un futuro. Memoria di tanti che hanno condiviso con noi un cammino”.

Ma sottolinea Francesco “Non è facile fare memoria”: “Tante volte siamo affaticati nel tornare indietro e pensare a cosa è successo nella mia vita, nella mia famiglia, nel mio popolo. Oggi è giorno di memoria che ci porta alle radici, alle mie radici, alle radici della mia famiglia, del mio popolo. Oggi è un giorno di speranza”. Speranza perché aggiunge il Papa: “Ci aspetta la bellezza” che ci parla di “cielo nuovo, terra nuova”, della “santa città Gerusalemme”, che con una “bella immagine si vede scendere dal cielo, pronta come una sposa adorna per il suo sposo”. “E fra memoria e speranza c’è la terza dimensione: quella della strada che dobbiamo fare e che facciamo”, ha ancora continuato : “E come fare strada senza sbagliare, quali sono le luci che mi aiuteranno a non sbagliare strada, qual è il navigatore che lo stesso Dio ci ha dato per non sbagliare strada? Sono le beatitudini, che nel Vangelo Gesù ci ha insegnato. Queste beatitudini, mitezza, povertà di spirito, giustizia, misericordia, purezza di cuore, sono le luci che ci accompagnano per non sbagliare strada. Questo è il nostro presente”.

“Questo cimitero sono le tre dimensioni della vita”, ha poi concluso invocando la grazia dal Signore di non perdere la memoria e la speranza:  “Chiediamo oggi al Signore che ci dia la grazia di mai perdere la memoria, mai nascondere la memoria, di persone, famiglie, popolo, e ci dia la grazia della speranza: saper sperare, guardare l’orizzonte, non rimanere chiusi davanti a un muro e ci dia la grazia di capire quali sono le luci che ci accompagneranno sulla strada, per non sbagliare e così arrivare dove ci aspettano con tanto amore”,  i nostri cari.

Luisa Loredana Vercillo

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