Pranzo del Papa con i poveri nella Basilica di San Petronio

RADIO VATICANA – Si è svolto in un clima semplice e gioioso il pranzo di solidarietà con i poveri, i rifugiati e i detenuti allestito all’interno della Basilica bolognese di San Petronio. Presenti un migliaio di persone. Il menù è stato preparato nel rispetto delle varie tradizioni religiose. Prima del pranzo il Papa ha rivolto un breve discorso:
“Che gioia – ha detto – vederci in tanti in questa casa! È proprio come la casa di nostra Madre, la casa della misericordia, la Chiesa che tutti accoglie, specialmente quanti hanno bisogno di un posto. Siete al centro di questa casa. La Chiesa vi vuole al centro. Non prepara un posto qualsiasi o diverso: al centro e assieme. La Chiesa è di tutti, particolarmente dei poveri. Siamo tutti degli invitati, solo per grazia. È un mistero di amore gratuito di Dio che ci vuole suoi, qui, non per merito, ma per suo amore”.
In questa casa – ha sottolineato il Papa – “normalmente si celebra il mistero dell’Eucaristia, la mensa sulla quale è deposto il pane e il vino che diventano il Corpo e il Sangue di Gesù, spezzato e versato per la moltitudine di uomini che Egli ama”:
“Che strana la matematica di Dio: si moltiplica solo se si divide! Apparecchiamo sempre una mensa di amore per chi ne ha bisogno. La carità non è mai a senso unico, è sempre circolare e tutti donano e ricevono qualcosa. Tutti riceviamo e tutti sappiamo e possiamo donare tanto. Gesù non scarta nessuno, non disprezza. Lui ha sete e ci chiede di dargli da bere perché cammina con noi e soffre con noi. E proprio noi abbiamo quella brocca, magari un po’ usata, che può dargli acqua, che è il nostro cuore! La nostra vita è sempre preziosa e tutti abbiamo qualcosa da dare agli altri”.
Al termine del pranzo è stato consegnato a tutti il Vangelo: “Prendetelo tutti – è stato l’invito di Francesco – e portatelo come segno, sigillo personale di amicizia di Dio che si fa pellegrino e senza posto per prepararlo a tutti. Siamo tutti dei viandanti, dei mendicanti di amore e di speranza, e abbiamo bisogno di questo Dio che si fa vicino e si rivela nello spezzare del pane. Questo pane di amore che oggi condividiamo portatelo anche voi ad altri. Regalate a tutti simpatia e amicizia”.
Il Papa ha quindi ha concluso l’incontro con il “Padre nostro” che ha definito “la preghiera dei poveri”:
“La richiesta del pane, infatti, esprime l’affidamento a Dio per i bisogni primari della nostra vita. Quanto Gesù ci ha insegnato con questa preghiera esprime e raccoglie la voce di chi soffre per la precarietà dell’esistenza e per la mancanza del necessario. Ai discepoli che chiedevano a Gesù di insegnare loro a pregare, Egli ha risposto con le parole dei poveri che si rivolgono all’unico Padre in cui tutti si riconoscono come fratelli. Il ‘Padre nostro’ è una preghiera che si esprime al plurale: il pane che si chiede è ‘nostro’, e ciò comporta condivisione, partecipazione e responsabilità comune. In questa preghiera tutti riconosciamo l’esigenza di superare ogni forma di egoismo per accedere alla gioia dell’accoglienza reciproca”.

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