Papa Francesco vola a Fatima, Paese blindato

ANSA – Papa Francesco partirà alle 14.00 per il suo pellegrinaggio apostolico a Fatima, con il volo Alitalia AZ4000. All’aeroporto di Fiumicino, a salutare sottobordo Papa Francesco, ci sarà il Commissario straordinario di Alitalia, Luigi Gubitosi. L’atterraggio è previsto all’aeroporto di Monte Real alle ore 16.15. Il viaggio papale sarà effettuato con un Airbus A321 intitolato alla “Piazza della Signoria di Gubbio”.

Ad accompagnare il Pontefice un equipaggio formato da tre piloti e sei assistenti di volo. Il supervisore delle attività di bordo sarà il comandante Luca Crugnola, 54 anni, di Taranto, capopilota A320 Alitalia, 16.500 ore di volo. Ai comandi del volo il comandante Giorgio Spirolazzi, 53 anni, milanese, 16.700 ore di volo, e il primo ufficiale Filippo Mauro Spataro, 55 anni, di Comiso, 16.000 ore di volo. Con Papa Francesco, oltre alla delegazione pontificia, viaggeranno i rappresentanti della stampa italiana e internazionale. Presente a bordo anche il team Alitalia dedicato ai voli speciali. Dal 1964, in occasione del viaggio in Terra Santa di Paolo VI, Alitalia è la compagnia di riferimento della Santa Sede per i viaggi apostolici all’estero. Quello in Portogallo sarà il 165/o volo papale Alitalia.

Il quotidiano Diario de Noticias ha definito ‘storico’ il massiccio dispositivo di sicurezza previsto dal governo di Lisbona in occasione della visita di Papa Francesco a Fatima per il centenario della prima apparizione della Madonna ai tre pastorelli.

A Fatima, dove messaggio è controcorrente – Un messaggio “controcorrente”, perché durante l’esplosione di “odio” della prima guerra mondiale “parla di perdono e della capacità di sacrificare se stessi per il bene degli altri”. E il messaggio del “Magnificat”, del Dio che “non è apparso ai potenti e ai ricchi” ma ai bambini e agli ultimi, agli “scarti”. In questi termini il cardinale Pietro Parolin, in una ampia intervista al Ctv, sintetizza il viaggio del Papa a Fatima, il 19.mo del pontificato, che porta papa Francesco nel santuario portoghese, in occasione del centenario delle apparizioni della Madonna, nella Cova da Iria, ai tre pastorelli Giacinta, Francisco e Lucia; il 13 maggio, a cento anni esatti dalla prima apparizione della Vergine, papa Bergoglio canonizzerà Giacinta e Francisco, che erano stati beatificati da papa Wojtyla nel Duemila.

I due morirono a 9 e 10 anni poco dopo le apparizioni, mentre per Lucia, vissuta fino a 97 anni, divenuta suora carmelitana e custode del messaggio di Fatima, si è conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione. La sua presenza al centenario delle apparizioni era quasi obbligata, e papa Bergoglio vuole dare al viaggio la connotazione di pellegrinaggio: in un videomessaggio in portoghese spiega che gli sarebbe piaciuto visitare altri villaggi e città del Paese, ma di aver poi scelto di limitare la visita al santuario. Il pellegrinaggio-lampo, – neppure trenta ore lontano dal Vaticano – gli permetterà di pregare nella cappellina delle apparizioni, recitare il rosario e guidare la benedizione delle candele, un rito tipico di questo santuario mariano, e rivolgere un saluto pubblico ai malati.
Sabato invece sarà dedicato alla canonizzazione dei due piccoli veggenti, simbolo di una santità possibile anche nei fragili e indifesi, che diventano interlocutori privilegiati di un Dio, ha ricordato il Papa parlando alla comunità del Collegio portoghese di Roma, che “sentirono vicino e fedele”.

Papa Bergoglio sarà il quarto papa a visitare il santuario portoghese, dopo Paolo VI che nel ’67 commemorò il centenario delle apparizioni; Giovanni Paolo II che vi si recò nell’82, nel ’91 e nel Duemila, e che ha considerato il suo essere sopravvissuto all’attentato di Alì Agca, il 13 maggio dell’81, un dono della Madonna di Fatima; Benedetto XVI, che nel 2010 commemorò i 10 anni dalla beatificazione di Francisco e Giacinta, durante la quale furono inoltre annunciati i contenuti del “terzo segreto” affidato dalla Vergine ai tre piccoli veggenti e rimasto segreto fino a quel momento. Tutti i papi hanno collegato il messaggio di Fatima alla preghiera per la pace, e anche papa Bergoglio lo vede così: a Fatima, ha spiegato ieri in udienza generale ai pellegrini portoghesi, chiederò a Maria di accompagnare le sorti dell’umanità. Negli interventi di questi ultimi giorni il Papa ha insistito sulla preghiera per la pace, in particolare attraverso il rosario, e ha più volte ricordato la propria devozione mariana e ieri lo ha fatto anche ricordando la patrona argentina, la Vergine di Lujan: in questi giorni – ha detto – il mio cuore è a Lujan. La devozione mariana del papa latinoamericano ha la concretezza di una donna che, ha rimarcato ieri in udienza, “non si deprime quando nulla va per il verso giusto”, “riappare nel momento cruciale, quando tutti gli altri sono fuggiti”, che “sta” accanto all’umanità anche quando il male sembra aver eclissato Dio. Depurato dalle supposizioni apocalittiche che nel Novecento hanno circondato il “terzo segreto”, il messaggio di Fatima torna ad essere, come spiegò il cardinale Ratzinger, quello della Madonna “che non è apparsa ai bambini, ai piccoli, a persone semplici, per fare sensazionalismo, ma per richiamare all’essenziale, ovvero alla conversione, alla preghiera”.

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