Il sindaco di Genova: città pronta ad accogliere il Papa

RADIO VATICANA – Tutta la città vive in sintonia con il Papa il tema dell’accoglienza. Così il sindaco di Genova, Marco Doria, in vista della visita del Papa, domani. “Tutto è pronto, sottolinea il primo cittadini, in questa città da sempre crocevia di popoli”. Il nostro inviato a Genova Massimiliano Menichetti lo ha intervistato:

R. – Il Papa incontrerà una città pronta ad accoglierlo, in cui il Pontefice sarà a contatto con mondi diversi che fanno tutti parte integrante della nostra comunità. È un elemento simbolico molto forte che il Pontefice arrivi in una città da cui, tra Ottocento e Novecento, sono partite centinaia di migliaia di persone: italiani che andavano nel continente americano soprattutto, nel Nord e nel Sud America, a costruirsi una vita, da qualche decennio invece in questa città stanno arrivando persone da altri continenti.

D. – Per quanto riguarda il tema immigrazione il Comune è il prima linea…

R. – Non ci siamo mai tirati indietro e la nostra azione si è sempre ispirata a quei principi e a quei valori di rispetto della persona, della dignità della persona umana, sui quali sento una grandissima consonanza con le parole più volte pronunciate dal Santo Padre. Abbiamo molti richiedenti asilo e ricordo, con grande orgoglio devo dire, un recente accordo che ho avuto il piacere e l’onore di sottoscrivere con il cardinale arcivescovo Bagnasco. Un accordo con il quale il Comune di Genova mette a disposizione della Curia dei suoi immobili, in modo da creare un grande centro di accoglienza e di solidarietà.

D. – Una delle tappe del Papa è quella all’Ilva. Qui viene richiamata un po’ tutta la questione lavoro: come vanno le cose?

R. – È una realtà con luci ed ombre, perché comunque da anni ormai si sta protraendo una crisi la cui durata nessuno avrebbe potuto prevedere così lunga nel 2007-2008, quando si è manifestata per la prima volta. In generale c’è un problema di mancanza di lavoro per molti giovani. Ci sono anche però dei segnali positivi: Ansaldo Energia è una realtà produttiva che va bene; il cantiere navale va bene; la siderurgia – l’Ilva – ha vissuto anni complicatissimi a Taranto, e ovviamente per tutto il gruppo.

D. – Genova è un po’ atipica quando si parla di periferia: che vuol dire?

R. – A Genova questo tema delle periferie è particolare, perché è una città che nella sua forma attuale nasce come aggregazione a centri che avevano una loro autonomia. Le periferie quindi hanno delle caratteristiche che non sono immediatamente assimilabili alle classiche periferie urbane di “città cintura” come Milano o Torino. Ovviamente in alcuni specifici punti della nostra città il tema della periferia, inteso in senso lato, sociologico, è un tema che esiste e noi ci siamo molto impegnati per la riqualificazione delle cosiddette “periferie urbane” che sono zone di disagio sociale. Abbiamo guardato a queste aree consapevoli che i temi della cosiddetta “sicurezza” si risolvono garantendo al meglio l’inclusione sociale.

D. – Lei che cosa dirà al Papa?

R. – Sono in imbarazzo a dovergli dire qualcosa. Intanto gli darò un benvenuto caloroso in una città che lo attende! Gli manifesterò la mia totale solidarietà per questo magistero che sta portando avanti con un’enorme sensibilità. E gli dirò che il tema dell’accoglienza – che io desidero si esprima calorosa nei suoi confronti – è un po’ un simbolo e una sfida di come le nostre società e le nostre comunità debbano essere accoglienti, perché ritengo che Papa Francesco faccia davvero molto in questo mondo, perché tali siano.

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