Francesco in Cile prega sulla tomba del “Vescovo dei poveri”

VATICAN INSIDER – Una preghiera silenziosa davanti alla tomba di monsignor Enrique Alvear Urrutia, colui che tutto il Cile ricorda come «il vescovo dei poveri».

È iniziato con un fuori programma significativo il viaggio di Papa Francesco in Cile: dopo il suo arrivo nell’aeroporto di Santiago, dove ad attenderlo c’era la presidente uscente ma in carica, Michelle Bachelet Jeria, Bergoglio ha deciso di fare una sosta non prevista prima di recarsi nella nunziatura apostolica, il suo alloggio durante il soggiorno cileno, e rendere omaggio al presule salesiano.

A bordo di una Hiunday blu, il Papa è quindi arrivato nella parrocchia di San Luis Beltran, di Pudahuel, quartiere a est di Santiago. Lì, accompagnato dall’arcivescovo della capitale, il cardinale Ricardo Ezzati Andrello, si è fermato a pregare per qualche minuto davanti alla tomba di monsignor Alvear, morto nel 1982 e amato da tutto il paese per lo straordinario lavoro a fianco dei deboli e dei bisognosi.

Divenuto nel 1961 arcivescovo di Santiago del Cile, tra il 1962 ed il 1965 Alvear partecipò al Concilio Vaticano II e operò attivamente all’interno della Conferenza episcopale dell’America latina e dei Caraibi (Celam). Durante il suo episcopato difese in modo instancabile i diritti umani violati sistematicamente nella sua terra dopo il 1973, con l’ascesa al potere di Augusto Pinochet.

Si racconta che la notte in cui l’esercito depose il presidente Salvador Allende, l’11 settembre 1973, prendendo il controllo del paese, il vescovo andando contro il parere dei suoi assistenti si recò personalmente nelle prigioni per informarsi sullo status delle persone arrestate durante il golpe.

Negli anni a venire, Alvear fu una presenza fissa a Villa Grimaldi, il più grande centro di tortura e prigionia gestito dalla polizia segreta cilena sotto la dittatura di Pinochet. Presto il presule divenne una figura scomoda agli occhi del regime e dei suoi più accesi sostenitori, tanto che una volta furono piazzate delle bombe sotto il suo ufficio quale segno di minaccia per indurlo al silenzio.

Agli inizi del 1976, sotto la sua ispirazione e direzione nacque la “Vicaria de la Solidaridad”, un rifugio per le vittime delle infrazioni dei diritti umani, a cui vengono assicurati patrocinio legale e assistenza medica. Papa Giovanni XXIII lo elevò al rango di cardinale nel Concistoro del 19 marzo 1962.

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