Regina Coeli: Papa prega per i copti d’Egitto e chiede conversione dei terroristi

Regina Coeli - 28 maggio 2017

RADIO VATICANA – “Il Signore converta i cuori dei terroristi”. Così al termine del Regina Coeli il Papa, tornando ad esprimere la sua vicinanza alla Chiesa copta ortodossa d’Egitto, insanguinata dall’attentato jihadista di due giorni fa, ricordando anche le vittime della violenza nell’Arena di Manchester di lunedì scorso.

In precedenza, soffermandosi sull’odierna solennità dell’Ascensione, Francesco ha ribadito che essa ricorda la dignità e la responsabilità, che Gesù ci ha lasciato, di annunciarlo al mondo. Il servizio di Gabriella Ceraso:

Il Signore converta i cuori dei terroristi e accolga i testimoni della fede
Il dolore per la strage di fedeli copti in Egitto per mano dei jihadisti accompagna anche oggi il Papa che, al termine della recita del Regina Coeli, esprime nuovamente vicinanza al patriarca dei Copti “il caro fratello Tawadros” e a tutta la Nazione egiziana, vittima di una ”feroce violenza”, chiedendo una speciale conversione:

“Le vittime, tra cui anche bambini, sono fedeli che si recavano a un santuario a pregare, e sono stati uccisi dopo che si erano rifiutati di rinnegare la loro fede cristiana. Il Signore accolga nella sua pace questi coraggiosi testimoni, questi martiri, e converta i cuori dei terroristi”

A Manchester tante vite spezzate
Francesco torna anche a chiedere la preghiera dei fedeli per le vittime dell’”orribile attentato” di lunedì scorso a Manchester durante un concerto all’Arena della città:

“Dove tante giovani vite sono state crudelmente spezzate. Sono vicino ai familiari e a quanti ne piangono la scomparsa”.

L’Ascensione ci ricorda la fiducia e la sicurezza di Gesù nella nostra testimonianza
In precedenza, soffermandosi sul significato dell’odierna solennità dell’Ascensione, a quaranta giorni dalla Pasqua, Francesco ha ripercorso il Vangelo di Matteo che racconta del commiato “definitivo del Risorto dai suoi discepoli. A loro, ancora dubbiosi, dopo essere “passati attraverso il fuoco della passione” e della “risurrezione” Gesù lascia il “compito immenso di evangelizzare il mondo” insegnando e battezzando. Dunque ha sottolineato Francesco, la Chiesa prosegue da qui la sua missione:

“Da questo momento, infatti, dal momento dell’Ascensione,la presenza di Cristo nel mondo è mediata dai suoi discepoli, da quelli che credono in Lui e lo annunciano. Questa missione durerà fino alla fine della storia e godrà ogni giorno dell’assistenza del Signore risorto, il quale assicura: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (v. 20)”

E la presenza di Cristo “porta fortezza nelle persecuzioni”, “conforto nelle tribolazioni, sostegno nelle difficoltà” di questa missione, ha assicurato Francesco, ed è l’Ascensione a ricordarcelo :

“L’Ascensione ci ricorda questa assistenza di Gesù e del suo Spirito che dà fiducia, dà sicurezza alla nostra testimonianza cristiana nel mondo. Ci svela perché esiste la Chiesa: la Chiesa esiste, esiste per annunciare il Vangelo, solo per quello! E anche, la gioia della Chiesa è annunciare il Vangelo. La Chiesa siamo tutti noi battezzati. Oggi siamo invitati a comprendere meglio che Dio ci ha dato la grande dignità e la responsabilità di annunciarlo al mondo, di renderlo accessibile all’umanità. Questa è la nostra dignità, questo è il più grande onore di ognuno di noi, battezzati tutti!

La missione evangelizzatrice non dipende da noi ma dallo Spirito Santo
Con lo sguardo al cielo, in questa festa, ha raccomandato ancora il Papa, rafforziamo i nostri passi per proseguire la nostra missione consapevoli però che essa non dipende da noi:

“Siamo però ben consapevoli che questa non dipende prima di tutto dalle nostre forze, da capacità organizzative e risorse umane. Soltanto con la luce e la forza dello Spirito Santo noi possiamo adempiere efficacemente la nostra missione di far conoscere e sperimentare sempre più agli altri l’amore e la tenerezza di Gesù”

Nei saluti conclusivi al termine del Regina Coeli, Francesco si è rivolto anche ai lavoratori di Mediaset Roma, con l’auspicio che la loro “situazione lavorativa possa risolversi, avendo come finalità il vero bene dell’azienda”, non “limitandosi al mero profitto ma rispettando i diritti” a partire dal diritto al lavoro.

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