La storia. La grazia della fede oltre le sbarre

Storie - 3 gennaio 2017

imageAVVENIRE – La luce della fede, proprio nei giorni del Natale, arriva a ridestare la speranza anche laddove la fragilità umana ha spianato la strada al male, offuscando nella storia di un uomo la possibilità di un futuro diverso.

Lo testimonia quanto accade nella vita di uno dei pazienti della Rems, (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), di Ceccano, nel Frusinate, che nei giorni scorsi ha ricevuto il sacramento del Battesimo nella chiesa parrocchiale di santa Maria a Fiume. Originario dello Sri Lanka, 41 anni, il catecumeno (del quale non possiamo svelare altri dettagli anagrafici) ha ricevuto il nome di Giovanni, scelto per lui dalla sua madrina, una delle assistenti della struttura ceccanese, che da poco più di un anno ospita una ventina di pazienti detenuti, anche extracomunitari, provenienti da tutta Italia, da ospedali psichiatrici giudiziari chiusi per legge.

E davvero quel nuovo nome, che vuol dire ‘Dio fa grazia’, esprime con pregnante simbolismo quanto è accaduto per il neo battezzato ma anche tutta la comunità di cui fa parte, composta dai detenuti, dal personale di sorveglianza e da venti operatori sanitari tra psichiatri, psicologi, infermieri e tecnici della riabilitazione. «Si tratta davvero di un evento di grazia», afferma padre Antonio Mannara, religioso passionista e parroco di santa Maria a Fiume, che ha avuto la gioia di amministrare il Battesimo a Giovanni. «Sono stato testimone io stesso – racconta – dell’autenticità del desiderio di quest’uomo di ricevere il sacramento, un desiderio cresciuto in lui partecipando con assiduità alla Messa che ogni settimana ho la possibilità di celebrare all’interno della Rems di Ceccano».

È dalla Quaresima scorsa infatti che padre Mannara su invito di una operatrice sanitaria e con il consenso dei responsabili della ‘residenza’, celebra l’Eucaristia dentro la struttura. Questo gli ha consentito di conoscere da vicino i detenuti, tra i quali alcuni hanno iniziato, nei modi e nei tempi a loro più consoni, un percorso di avvicinamento alla fede che per quattro di loro ha portato alla richiesta di ricevere il sacramento della cresima. «È stata una grande gioia quando, l’estate scorsa – aggiunge il religioso – il vescovo di Frosinone-Veroli- Ferentino Ambrogio Spreafico ha amministrato la Cresima ai quattro pazienti insieme alla figlia di uno di loro che dopo molto tempo si riuniva al padre e a due delle operatrici sanitarie della Rems che hanno condiviso con i detenuti il cammino di riscoperta della vita cristiana». In quell’occasione monsignor Spreafico sottolineò come lo Spirito Santo possa aprire cammini di speranza ovunque e per tutti.

Quell’evento ha lasciato un segno nel cuore di Giovanni che, con la guida di padre Mannara, ha scoperto la figura di Gesù e il suo insegnamento, chiedendo di essere accompagnato al battesimo e di riceverlo nella chiesa parrocchiale di santa Maria a Fiume, come è avvenuto grazie al permesso dell’autorità giudiziaria. Nel cammino di cura e riabilitazione d’ora in avanti Giovanni potrà contare sulla vicinanza della comunità cristiana e sulla forza che per la fede viene da quel lavacro di rigenerazione e di rinnovamento che è il Battesimo.

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